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«Stop all’inceneritore nel 2021 ora ne ha preso atto anche Ato»
Nogarin e Sorgente, in corsa per il voto: «Battaglia vinta, è su un binario morto» Le preoccupazioni dei lavoratori e gli altri Comuni. Ecco cosa c’è scritto negli atti
livorno. A ridosso delle elezioni, è sull’inceneritore al Picchianti che tornano ad accendersi i riflettori della politica. Questa volta con i toni da «battaglia vinta» usati un po’ su tutti i social dai 5 Stelle, a cominciare dal sindaco Filippo Nogarin e dalla vice Stella Sorgente. Per dire cosa? Che «a fine 2021 verrà spento». «Noi lo abbiamo sempre saputo – sono le parole di Nogarin che ieri è entrato ufficialmente in campagna elettorale per le Europee – ma ora ne ha preso atto formalmente anche l’assemblea dei sindaci dell’Ato Toscana costa, che martedì ha approvato il nuovo piano straordinario per la gestione dei rifiuti». Un piano che «mette nero su bianco ciò che noi ripetiamo da anni, ovvero che a fine 2021, al termine del periodo di concordato di Aamps, l’impianto cesserà la sua attività». «Da questo momento – ripete – abbiamo messo l’inceneritore su un binario morto».
Ma cosa c’è scritto nell’atto richiamato da Nogarin? La delibera 3 approvata dall’assemblea il 30 aprile, più che mettere nero su bianco la chiusura dell’impianto, prende atto nero su bianco della volontà di questa amministrazione di spegnerlo, con le conseguenze del caso sui piani di tutta l’area. In un passaggio l’assemblea ricorda quanto messo a verbale dal direttivo dell’Ato il 19 aprile, ovvero che da parte del Comune di Pisa «non vi è alcuna volontà di rimettere in funzione l’impianto di termovalorizzazione di Ospedaletto» e che «da parte dell’amministrazione comunale di Livorno vi è la volontà di arrestare entro l’anno 2021 il funzionamento del termovalorizzatore del Picchianti». Anche da qui la decisione di adottare la proposta di aggiornamento del piano contenuta nell’allegato A. Che a pagina 201 recita: «Livorno ha manifestato l’intenzione di procedere allo spegnimento dell’impianto al termine del periodo di concordato di Aamps nel 2021. Gli scenari previsti a regime prevedono pertanto a far data dal 2022 tale evento». Con il dirottamento della frazione secca a discarica (nel periodo transitorio) e in altri impianti extra ambito.
Negli ultimi anni, rivendica così Nogarin, «abbiamo incrementato la differenziata, portandola dal 43% al 65%» e «abbiamo accantonato le risorse necessarie allo smantellamento dell’inceneritore». Come la mette con i lavoratori preoccupati, come si poteva leggere anche ieri tra un commento e l’altro? «Abbiamo presentato ad Ato uno studio di fattibilità per un impianto alternativo che ci consentirà di ridurre l’indifferenziato prodotto e ci permetterà, insieme al potenziamento del porta a porta, di riassorbire tutti i lavoratori impiegati nell’inceneritore». «A questo punto – chiude così – tutti i comuni della costa saranno tenuti a incrementare le loro percentuali di differenziata, visto che presto non ci sarà più l’impianto di Livorno in cui bruciare tutti i rifiuti». E Sorgente, in corsa per le comunali, gli fa eco: «Voglio essere la sindaca che spegnerà fisicamente l’inceneritore. Oggi possiamo dire che non è una promessa ma un atto amministrativo». —
J.G.
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