Gioco
Quattro candidati per il consigliere aggiunto ma scoppia il caso firme
livorno. Sono quasi 7.500 i non livornesi che il 26 maggio potranno andare alle urne per votare il consigliere aggiunto. Per la prima volta, infatti, come si legge nel nuovo regolamento, il Comune ha previsto la partecipazione al consiglio comunale di un volto extracomunitario, «eletto direttamente da cittadini extracomunitari e apolidi, maggiorenni, residenti a Livorno e in regola con le leggi in materia di elettorato attivo e di immigrazione», con l’obiettivo di «garantire ai cittadini stranieri residenti il diritto di eleggere una propria rappresentanza». Il consigliere, a titolo gratuito, potrà partecipare ai lavori dell’assemblea ma non avrà diritto di voto.
In quattro si sono candidati: Ahmed Rbiaa (Marocco), Polas Shaha (Bangladesh), Roman Hoydan (Ucraina) e Lalla Halima El Mouraqib (Marocco). Ogni candidato (residente qui da almeno tre anni) ha dovuto presentare almeno 30 firme a sostegno. Ma proprio intorno alle firme ieri è scoppiato il caso. Uno dei candidati, Rbiaa, si è presentato in Comune con Diop Mbaye (della comunità senegalese) e con il firmatario di un’altra lista, che ha riferito al segretario Alberto Bignone di non avere mai firmato. «Vivo all’ex Atl occupata – ha poi raccontato al Tirreno – e mi erano stati chiesti i documenti da chi la gestisce con la promessa di avere una casa popolare, invece sono stato ingannato. Non ho mai firmato». Ma «le firme della lista (33) sono state autenticate da un consigliere comunale – ha spiegato Bignone – quindi per noi sono valide fino a querela di falso». Che sia il diretto interessato che Diop hanno annunciato di voler presentare stamani ai carabinieri.
Ma qual è la lista finita nel mirino? È quella di Lalla Halima che, si è poi venuti a sapere, ha indicato tra i delegati Modou Serign, che è a capo dell’altra comunità senegalese della città. «Non abbiamo falsificato nulla – controbatte il marito Adam Klai, impegnato con il sindacato Asia Usb – chi risulta tra i firmatari vuol dire che ha firmato. Questa – sostiene – sa di guerra tra le due parti della comunità senegalese e di gioco contro la candidatura di mia moglie». —
J.G.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google