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Calafati, spunta la relazione dei genitori-detective
LIVORNO. Calafati ai raggi X. I genitori, che dubitavano sulla sicurezza dell’edificio destinato a succursale del Liceo Enriquesm si sono trasformati in una sorta di detective.
E così hanno prima fatto il cosiddetto “accesso agli atti” chiedendo alla Provincia - come prevede la legge - tutti i documenti relativi alla “salute” di quella dibattutissima succursale assegnata a gennaio al liceo Enriques. Ma dove nessun studente è mai entrato per ragioni di sicurezza.
Poi tutti i documenti tecnici sono stati analizzati, probabilmente con la consulenza di qualche genitore esperto. Con una relazione firmata da Moreno Toigo (portavoce del comitato genitori), Paolo Formichi (per gli aspetti tecnici) e Anna Bastiani (per gli aspetti legali).
Una relazione che ha il supporto di 68 firme di genitori. Un documento inviato alla dirigente scolastica, alla vice preside, al collegio docenti, ai rappresentanti degli studenti e alla presidente del consiglio di istituto. «La documentazione presenta carenze di non scarso rilievo ed il quadro che emerge in relazione alle condizioni di sicurezza dell’immobile è preoccupante, tenuto conto della destinazione d’uso al quale è stato destinato sino al mese di dicembre 2018.
Le “prove di carico con esito positivo”, più volte invocate dall’ente (la Provincia), sono accompagnate da una relazione interpretativa che definisce le conclusioni dello studio “del tutto indicative”, visto che, per espressa ammissione dello sperimentatore, non sono state condotte indagini con il livello di approfondimento che si sarebbe reso necessario».
Gli aspetti analizzati sono tanti. «E’ stata di recente resa pubblica, infatti, la determina di assegnazione delle indagini alla società Aice consulting di Pisa, avente ad oggetto un’analisi rigorosa, ai sensi delle vigenti “Norme Tecniche per le Costruzioni”, per determinare l’effettivo livello di sicurezza sismica e non dell’edificio. Questa è senza dubbio un’ottima notizia ed è auspicabile che il forte ribasso offerto dal vincitore (pari a circa il 41%) sul prezzo a base di gara, non impedisca di conseguire un adeguato livello di approfondimento nelle analisi». Altro punto.
«Degno di nota è il capitolato speciale di appalto (Csa) per le indagini di vulnerabilità, nel quale salta all’occhio il passo dove l’ingegner Moradei (Rup della procedura) si riserva il diritto di sospendere le attività di indagine, qualora emergessero gravi inadeguatezze delle strutture. Si tratta delle medesime strutture che la stessa Moradei a gennaio assicurava essere pronte per ricevere gli studenti. Critiche anche sui lavoro fatti prima di Natale: « Il controsoffitto antisfondellamento installato non incide sulle cause dello sfondellamento, ma rappresenta un presidio di protezione passiva dalla caduta di pezzi del solaio. Tale presidio non è poi efficace ai fini della protezione al fuoco dei solai, la cui prestazione è un requisito fondamentale per la prevenzione incendi».
La lista è lunga: «Gli aspetti inerenti alla prevenzione incendi sono molto carenti e non è dato sapere quali documenti siano stati depositati a supporto della recente Scia e della precedente richiesta del 2011».
E chiudono: «Dall’esame della documentazione messa a disposizione l’aspetto più preoccupante è la sicurezza statica dell’intero edificio e, per quanto è stato possibile verificare dei solai». —
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