Gioco
Morto il pediatra Pesce medico di riferimento per più generazioni
Livorno, aveva 64 anni ed era stato aiuto dirigente in ospedale
LIVORNO. Profondo dolore ha suscitato la scomparsa di Maurizio Pesce, 64 anni, medico pediatra e già aiuto dirigente agli Spedali Riuniti presso l’unità operativa di Pediatria. Si era laureato a Pisa nel 1979 a soli 24 anni. Successivamente si era specializzato in pediatria e neonatologia e poi in neuropsichiatria infantile, nefrologia pediatrica e patologie da malformazioni congenite. Prima che a Livorno ha svolto la sua attività presso gli ospedali di Empoli e Piombino. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni scientifiche. Professionista stimato e punto di riferimento di tantissimi genitori livornesi che ne hanno apprezzato la preparazione scientifica ma ancor più le doti umanità e l’amorevole dedizione posta nella cura dei suoi piccoli pazienti. Molti di loro, diventati a loro volta genitori, si sono nuovamente affidati con fiducia a lui per i propri figli.
Così lo ricorda il suo direttore, Fabrizio Gadducci. «Con lui ho condiviso, oltre che una sincera amicizia fin dagli anni ’70, un percorso professionale iniziato nelle aule e nel reparto della clinica pediatrica di Pisa e proseguita quando ci siamo ritrovati nel reparto di Pediatria di Livorno, alla fine degli anni ‘80 - dice il primario - Di carattere riservato, forte di una eleganza sobria e mai ostentata, spesso taciturno, riusciva ad aprirsi alle persone con cui stabiliva dei rapporti di fiducia ed amicizia. La sua compagnia risultava piacevole, arguta, anche per una ampia. Aveva mille altri interessi che la “ curiosità” propria del ricercatore facevano nascere in lui. Pochi anni fa, m’ aveva manifestato la volontà, una volta in pensione, d’ iscriversi al corso di laurea in Storia medievale. Proposito che ha effettivamente mantenuto , riuscendo a superare brillantemente anche alcuni esami. Amava collezionare i libri antichi, frequentando spesso i principali mercati di libri d’epoca. Maurizio non ci ha lasciato completamente ma resterà con noi, nei nostri ricordi. Ci mancheranno i garbati giudizi, mai fuori dalle righe, le risposte sintetiche ed argute, pervase dal suo humor caratteristico».
« Se ne è andato in punta di piedi - conclude - rifiutando la commiserazione altrui: negli ultimi tempi ai pazienti consigliava di cercare un altro pediatra, perché lui, diceva, si sarebbe trasferito in un’altra città». Alla moglie Linda e ai familiari giungano le condoglianze del Tirreno.
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