Il Tirreno

Livorno

Sfregiata l'opera-provocazione che vieta l'ingresso agli ebrei e agli omosessuali

Sfregiata l'opera-provocazione che vieta l'ingresso agli ebrei e agli omosessuali

A sfregiare per protesta la targa è stato uno studente livornese, che prima ha lasciato un libro di Italo Calvino sui partigiani e poi è tornato sul posto per coprire di nuovo con la vernice la scritta ritenendola discriminatoria e inaccettabile

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LIVORNO. È stata coperta con vernice spray nera la targa in ottone con la scritta "Vietato l'ingresso agli ebrei e agli omosessuali", la provocatoria installazione dell'artista ebrea e omosessuale Ruth Beraha collocata accanto al portone del Museo della Città ai Bottini dell'Olio di Livorno, che nella serata di martedì 30 aprile sarà al centro della festa per il primo compleanno.

A sfregiare per protesta la targa è stato uno studente livornese, che prima ha lasciato un libro di Italo Calvino sui partigiani ("Il sentiero dei nidi di ragno") e poi è tornato sul posto per coprire di nuovo con la vernice la scritta ritenendola discriminatoria e inaccettabile.

Caso ha voluto che lì vicino fossero presenti l'artista autrice dell'installazione e la direttrice dei musei civici Paola Tognon. È stata quest'ultima a invitare il giovane a un dialogo seduta stante sulle ragioni tanto dell'artista quanto del giovane che ha sfregiato l'opera.

Lo studente ha ribadito che comunque si presta il fianco al fraintendimento e a lasciar crescere una mentalità discriminatoria, l'artista ha segnalato che l'arte vuol creare un sussulto morale proprio per non lasciar filtrare questo tipo di mentalità nella quotidianità.

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