Il Tirreno

Livorno

Trovato morto a 38 anni: «C’è un segno sul collo di Marco», ma il malore resta la prima ipotesi

Federico Lazzotti
Trovato morto a 38 anni: «C’è un segno sul collo di Marco», ma il malore resta la prima ipotesi

Livorno, dramma a Banditella: fissata l’autopsia sul corpo di Ruggiero. Il ricordo degli amici: «Un ragazzo eccezionale»

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LIVORNO. C’è un segno sul collo di Marco Ruggiero, il giovane padre trovato senza vita nella mattinata di giovedì 25 aprile dalla compagna nel loro appartamento di via Sommati, nella zona di Banditella, che ha attirato l’attenzione prima dei soccorritori e poi degli investigatori. È anche per questo motivo, oltre alla giovane età della vittima (avrebbe compiuto 39 anni a novembre), che il pubblico ministero di turno Massimo Mannucci ha deciso di disporre l’autopsia (si svolgerà nel pomeriggio di sabato) per chiarire le cause di un decesso che ha commosso tanti mondi diversi.

Il trentottenne, infatti, padre di un bimbo di cinque anni, era uno sportivo: fisico atletico e abitudini sane. Pochi mesi fa, proprio per la sua passione per il fitness, si era sottoposto alla visita medico sportiva e aveva ottenuto l’idoneità. Ecco perché, almeno apparentemente, il suo decesso appare inspiegabile. A meno che – è questa una delle ipotesi – il suo fisico nascondesse una malformazione congenita che non era mai emersa prima e si è manifestata improvvisamente. Gli agenti della squadra mobile fino alla tarda serata di giovedì sono rimasti nell’appartamento al numero 44 di via Sommati per verificare tutte le ipotesi ed escludere quelle più inquietanti.

A cominciare proprio da quel segno sul collo. Motivo per cui gli investigatori hanno verificato che la porta d’ingresso della casa fosse chiusa quando la compagna è rientrata intorno alle 11 e ha trovato il trentottenne in camera dopo averlo chiamato al telefono senza ottenere una risposta, che l’allarme non avesse suonato e che non ci fossero altri segni sospetti. Una possibile ricostruzione di quel segno l’ha già fornita proprio il medico legale Luigi Papi: nel momento in cui il trentottenne ha avuto il malore, e questo è avvenuto nelle vicinanze del letto, è probabile che abbia sbattuto contro il supporto causandosi quella ferita.

Parenti e amici di Marco, che lavorava come impiegato in un’azienda di forniture navali, dopo la terribile notizia si sono stretti attorno alla compagna Enrica (stenotipista in tribunale) e al figlio. Decine i messaggi di cordoglio che sono stati inviati ai familiari di questo ragazzo solare.

Scrivono i commercianti del Centro Commerciale Marilia, a due passi dalla casa dove vive la famiglia ricordando Marco. «Un ragazzo eccezionale, frequentatore del nostro Centro, del quale sentiremo la mancanza per l' educazione che lo ha sempre contraddistinto. Davvero una bella persona era Marco. Ci mancherà. Un abbraccio immenso va ai fratelli e alla compagna che poco più di 5 anni fa lo aveva reso padre, affettuoso e premuroso, di uno stupendo bambino».

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