Il Tirreno

Livorno

Stregati dai fiori di Iole: Luca Falleni da 70 anni è un’istituzione verde di Borgo Cappuccini

Nicolò Cecioni
Stregati dai fiori di Iole: Luca Falleni da 70 anni è un’istituzione verde di Borgo Cappuccini

Livorno, a raccontare la tradizione di famiglia che si tramanda da 3 generazioni è Franca Arrigoni: «Cominciò con mia suocera, ancora oggi la ricordano» 

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LIVORNO. In Borgo la conoscono tutti come “Iole”, ma lei si chiama Franca Arrigoni. È la “matriarca” del fiorista Luca Falleni, il negozio di via delle Navi che è una vera e propria istituzione in città, oltre che nel quartiere.

«Iole era mia suocera, la mamma di mio marito. Lei ha dato il via a questa storica attività, insieme a suo marito, stando dietro a questo bancone quasi 50 anni. Io mi fidanzai da ragazzina con il loro figlio Romano, che poi è diventato mio marito, e a soli 16 anni iniziai a lavorare con loro. Per questo in tanti mi chiamano Iole, confondendomi con lei», dice Franca. E così, dietro a ogni singolo mazzolino di fiori, a ogni bouquet e a tutte le decorazioni floreali che l'azienda allestisce per matrimoni e cerimonie varie, ci sono quasi 70 anni di storia e passione.

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«Il prossimo anno festeggiamo il settantesimo compleanno» interviene Luca, il figlio di Franca, che ha preso in mano la gestione del negozio insieme alla moglie Simona. La storia del negozio è stata un crescendo, con l'attività che si è spostata un paio di volte, ma sempre rimanendo nel quartiere. La storia si racconta grazie all’ iniziativa “I negozi della nostra storia” organizzata da Tirreno e Confcommercio. «Noi - riprende la signora Franca - siamo borghigiani doc, ci siamo trasferiti qualche volta, ma solo per necessità. All'inizio mia suocera lavorava a un banco del mercatino di via Carlo Bini. Per tantissimi anni in quella strada che viene da corso Mazzini c'erano i banchi del mercato. Si trovava di tutto, dal fioraio, al pescivendolo all'artigiano. Era molto bello e me lo ricordo bene perché si respirava la vera vita di quartiere. Poi Iole si sposò e prese un fondo in via delle Navi, d'angolo con borgo Cappuccini. Ma era una sistemazione provvisoria e dopo poco si trasferirono definitivamente qui dove siamo adesso».

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E qui il fioraio è diventato quello che adesso. «Iole ha lavorato tutta la vita, nonostante i 4 figli. Poi, quando mi sono sposata con uno di loro, Romano, hanno allargato il locale perché il fondo accanto era vuoto e in pratica io e mio marito ci siamo trovati a condurre un'attività molto grande. Per anni lui si svegliava prestissimo per andare ai mercati di Pescia e di Viareggio per acquistare i migliori fiori della zona. Dopo di che tornava nel negozio e li vendevamo». Insomma, dal suo bancone, Franca ha visto Borgo cambiare e diventare quella di oggi. «Era un quartiere pieno di vita, di negozi e di movimento. Oggi, purtroppo si è un po' spento e non è più così anche se ci sono diverse attività che resistono». Come quella di Luca Falleni. «Ci siamo saputi adattare ai tempi – racconta Simona Archibusacci, moglie di Luca – e ci siamo specializzati nelle decorazioni particolari e più ricercate. Solo se punti all'eccellenza, i clienti ti vengono a cercare e puoi andare avanti. Noi facciamo un po' di tutto perché ci teniamo a soddisfare le esigenze di chi si affida alla nostra professionalità». A essere cambiato, comunque, è anche il lavoro in sé. «Prima vendevi così, senza confezione e senza troppe composizioni. Adesso, invece, i clienti danno molto valore alla presentazione. E più particolare è, meglio è. Bisogna riuscire a inventarsi e a dar spazio all'inventiva. Un esempio sono i matrimoni o le cerimonie che organizziamo di frequente. Ci impegniamo sempre a cercare quel dettaglio che possa fare la differenza per soddisfare le esigenze di tutti, in base alle caratteristiche del posto o dei clienti. Alla base di tutto, comunque, ci deve essere la passione e l'amore per questo lavoro. E una tradizione che viene tramandata ormai da tre generazioni con grande professionalità e attenzione».

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di Redazione web