Gioco
Mai così tanta gente alle cerimonie Tante facce in corteo e in Comune
Ha molti volti la celebrazione per il 74° della Liberazione. In senso quantitativo: non è un’adunata oceanica ma alle commemorazioni resistenziali mai si erano viste così tante persone. In senso qualitativo: la gamma è talmente sfaccettata da comprendere le sfumature di “rosso” che sono di sicuro più di cinquanta, a giudicare dalle bandiere di Pci, Rifondazione, Cgil, Mdp, Pd. Senza contare gli stendardi di Agedo (diritti gay), Croce Rossa e Svs, il gonfalone di Provincia e Comune, il vessillo dell’associazione dei poliziotti, i fazzoletti di partigiani, antifascisti, combattenti e reduci, ex internati e deportati, lo striscione della Brigata Ebraica e i molti esponenti della Comunità con la kippah sul capo o con il tricolore.
Bisogna aggiungere che, insieme alle tradizionali presenze di sinistra, hanno figurato nei vari momenti delle cerimonie – in piazza Magenta e in via Ernesto Rossi o alla cerimonia in Comune – i vertici delle istituzioni (il prefetto Gianfranco Tomao e il questore Lorenzo Suraci), le numerose autorità militari (con una folta rappresentanza di carabinieri), dalla Regione l’assessore Cristiana Grieco e il consigliere Francesco Gazzetti, la carrellata dei candidati sindaci incluso l’alfiere del centrodestra Andrea Romiti. Del centrodestra in campo anche due dirigenti forziste di primo piano come Maristella Bottino e Elisa Amato. In casa M5s spicca l’assenza del sindaco Filippo Nogarin che sempre più spesso si fa sostituire dalla vice Stella Sorgente, presente insieme agli assessori Leonardo Apolloni e Andrea Morini, ma anche il deputato Francesco Berti e il presidente dell’assemblea consiliare Daniele Esposito.
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