Il Tirreno

Livorno

Le reazioni: il cordoglio del governatore, del sindaco e del vescovo. Gli interventi dei politici

Il traghetto Moby dov'è avvenuto l'infortunio mortale
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Il traghetto Moby dov'è avvenuto l'infortunio mortale

Ecco una carrellata di interventi politici a commento della tragedia sul lavoro avvenuta nel porto di Livorno

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LIVORNO. Ecco una carrellata di reazioni alla morte del lavoratore nel porto di Livorno.

ENRICO ROSSI (presidente della Regione Toscana). "Cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore morto per un incidente a bordo di una nave ormeggiata nel porto di Livorno". Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi dopo la morte di un operaio impegnato a lavoro su una nave della Moby. "Di fronte a questa nuova e inaccettabile perdita di una vita sul lavoro - sottolinea Rossi - la sola risposta possibile è fare ancora di più per garantire condizioni di sicurezza ai lavoratori". Il presidente ricorda che “la Regione ha promosso un protocollo, dopo il gravissimo incidente del 2018 in cui persero la vita due lavoratori, per promuovere la sicurezza nel porto e nelle aree industriali dello scalo livornese con azioni di prevenzione, di controllo, di ispezione". "Si dovranno ora attendere gli esiti delle inchieste in corso per chiarire la dinamica dell'incidente - conclude Rossi - ma l'obiettivo della Regione è quello di accrescere l'impegno diffuso per la tutela e la sicurezza sui luoghi di lavoro".

FILIPPO NOGARIN (sindaco). "La magistratura ha aperto un'inchiesta e mi auguro che possa far luce al più presto sull'accaduto, individuando eventuali responsabilità. Dopo la tragedia al deposito costiero del marzo 2018 in cui persero la vita due lavoratori, a distanza di un anno siamo ancora a piangere un morto in porto". Così il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, dopo aver appreso la notizia dell'incidente sul lavoro nel porto nel quale ha perso la vita un operaio che lavorava all'interno di una nave della Moby Lines. "Da allora - ha ricordato il sindaco - abbiamo siglato un protocollo per la sicurezza sul lavoro in banchina. Le regole ci sono e vanno applicate con rigore".

STELLA SORGENTE (vicesindaca e candidata sindaca M5s). "Questa mattina un lavoratore di 51 anni è morto in porto nell'esercizio della sua attività professionale sulla nave Moby Kiss. Sono andata alla Calata Carrara dove è avvenuto il fatto e voglio porgere - seppur in questa forma indiretta - le mie condoglianze alla famiglia di questa persona, deceduta sul posto di lavoro". Così Stella Sorgente, vicesindaca di Livorno e candidata a sindaco per le prossime amministrative. "Una morte bianca inaccettabile come tutte le morti bianche. Mi auguro che la magistratura possa fare piena luce su quanto accaduto", conclude Sorgente.

CGIL PROVINCIALE. La Cgil della provincia di Livorno, annunciando iniziative di protesta con le categorie interessate nei prossimi giorni, partecipa con dolore al decesso di Vincenzo Langella, operaio marittimo dipendente Moby: “Alla famiglia le nostre sentite condoglianze. Sono 7 a fine febbraio 2019 i decessi sul lavoro di cui uno in itinere in Toscana.  Solo oggi tre morti: Cagliari, Cuneo, Livorno. La macchina sicurezza continua a non funzionare e il dato pare in peggioramento rispetto ai dati positivi  (diminuzione del 34% rispetto al 2018). Purtroppo nel primo bimestre del 2019 il decremento si è ridotto del 3,2%. Ogni volta ci battiamo il petto e vengono promesse migliorie che purtroppo procedono senza ottenere risultati positivi e molto lentamente”. Il documento Cgil insiste sul fatto che le organizzazioni sindacali “non possono più limitarsi a guidare la richiesta danni e eventualmente richiedendo una ricollocazione in situazioni di lavoro adeguate anziché procedere con licenziamenti per inidoneità all'impiego”. Si aggiunga – viene sottolineato – “il problema della difficoltà da parte dei lavoratori di denunciare per timore di ritorsioni da parte del datore di lavoro in tempi di lavoro spesso precario, ma anche quando si è dipendenti a tutti gli effetti dato il peggioramento colpevole della normativa sui licenziamenti con o senza giusta causa”. La Cgil richiama il fatto che “la Regione Toscana con Port Autorithy e la Capitaneria di Porto, unitamente alle istituzioni del territorio, ha sottoscritto un protocollo sicurezza a seguito dell'incidente Labromare in cui hanno perso la vita due lavoratori. Il tutto pare procedere lentamente e con scarso coinvolgimento delle organizzazioni sindacali territoriali”. Aggiungendo poi: “Corsi di formazione e sorveglianza continua della buona manutenzione dei mezzi, della logistica e dei percorsi in sicurezza sono gli elementi di prevenzione che ad oggi la cabina di regia istituita dal protocollo sopra citato non ha avviato”.

ONORATO ARMATORI. “Questa mattina sulla nave Moby Kiss, attraccata (per lavori di manutenzione) alla Calata Carrara nel porto di Livorno, si è verificato un incidente che ha provocato il decesso di Vincenzo Langella”. Inizia così il comunicato in cui la famiglia Onorato esprime “profondo dolore” per la perdita di uno dei "nostri uomini", "uno di noi che faceva e farà sempre parte del nostro gruppo storico". “Un cordoglio – si afferma - che si unisce a quello della famiglia di Vincenzo Langella alla quale Vincenzo, Achille e Alessandro Onorato si stringono, assicurando sin da subito il loro incondizionato sostegno”.

LUCA SALVETTI (candidato sindaco centrosinistra). “Un’altra terribile notizia. Un’altra morte sul lavoro.Le mie condoglianze alla famiglia del marittimo che oggi ha perso la vita lavorando”. Lo dice Luca Salvetti, candidato sindaco del centrosinistra annunciando che la conferenza stampa prevista per la presentazione della sua lista Casa Livorno è annullata. “Sono venuto subito sul posto della tragedia per cercare di capire la dinamica. Un grande dolore che riapre ferite recenti”.

ANDREA ROMITI (candidato sindaco centrodestra). "Un'altra tragedia sul lavoro, un'altra tragedia in porto. A Livorno, così come nel resto d'Italia, si continua a morire di lavoro e questo è inaccettabile nel 2019. Servono più controlli da parte degli enti preposti, la sicurezza deve essere il primo requisito da rispettare. In questo tragico giorno è doveroso, direi indispensabile, superare le divisioni politiche e unirci, tutti noi candidati a sindaco, in una battaglia di civiltà impegnandoci a mettere al centro dei nostri programmi di governo, accanto alla tematica centrale del lavoro, quella ancora più importante della sicurezza dei lavoratori". Questo l'appello di Andrea Romiti, candidato sindaco del centrodestra, agli altri candidati dopo la morte di un operaio avvenuta in porto. Romiti ha espresso anche le proprie condoglianze e la più profonda vicinanza alla famiglia del lavoratore.

NICOLA FRATOIANNI (La Sinistra). “Ancora un morto sul lavoro a Livorno. Ancora una volta nel porto. Non si può andare avanti così: quel porto non può diventare un cimitero all’aria aperta”. Lo scrive su twitter Nicola Fratoianni de La Sinistra, dopo l’ennesimo infortunio mortale su un posto di lavoro avvenuto questa mattina nella città toscana. “Rispetto delle norme di sicurezza, prevenzione - conclude il leader di SI - diritti dei lavoratori non possono essere parole vuote ma impegni concreti.”

FRANCESCO GAZZETTI (consigliere regionale Pd). «Di fronte alla morte sul lavoro di un uomo, un marittimo che aveva il fondamentale diritto di sentirsi protetto mentre svolgeva le sue mansioni, le parole rischiano di suonare vuote e ripetitive. Ciò nonostante, credo che non dobbiamo e non possiamo rassegnarci al ripetersi di questi eventi tragici, che mai accadono per caso, che tante volte si potevano evitare”. Così Francesco Gazzetti, consigliere regionale Pd, che appena appresa la notizia dell’incidente sul lavoro al porto di Livorno si è subito recato sul posto. “Certo, bisognerà attendere per comprendere l’esatta dinamica e sarà compito delle autorità marittime e della magistratura chiarire quanto è accaduto ed accertare eventuali responsabilità. Ma occorre anche ribadire che la sicurezza sui luoghi di lavoro non può essere un tema che riemerge solo in queste occasioni, al contrario esso deve essere fissato in cima all’agenda del fare di tutti. Come ha fatto la Regione Toscana che, anche a seguito dell’incidente in cui persero la vita 2 operai nel marzo 2018, si fece promotrice di un Protocollo per la promozione della sicurezza del lavoro nel porto di Livorno e negli stabilimenti industriali dell’area portuale, che prevede un piano annuale delle attività. Certamente, la tragedia di oggi ci dice che ancora non basta e che occorrerà ancora moltiplicare gli sforzi. Nell’esprimere cordoglio e vicinanza ai familiari dell’operaio deceduto ed ai suoi compagni di lavoro, riconfermo l’impegno personale e del gruppo consiliare Pd affinché la sicurezza sul lavoro sia un punto prioritario della nostra azione di governo».

SIMONE GIUSTI (vescovo). 2Sono vicino con il pensiero e la preghiera alla famiglia e ai colleghi del marittimo, vittima dell’incidente di questa mattina al porto di Livorno. Sembra impossibile che morti sul lavoro si ripetano così frequentemente ancora oggi. Le fatalità possono accadere, ma non possiamo abbassare mai la guardia sul livello di sicurezza e sui controlli”.  Così scrive il vescovo Simone Giusti sul giornale on-line della diocesi La Settimana Tutti i Giorni. “Occorre fare ancora di più, senza lasciare niente al caso, occorre fare meglio e con maggiore rigore perché non si può morire di lavoro”.

SIMONA GHINASSI E FRANCESCO RENDA (la Sinistra per Cannito Sindaco).  “È un 25 aprile listato a lutto quello che festeggiamo oggi. La scia di sangue non si arresta: ieri è morto un altro lavoratore marittimo  nel Porto di Livorno e questa città attende una sua ‘Liberazione’ personale, autentica quanto necessaria per tutti coloro che interagiscono con l’approdo cittadino. Il tragico elenco si allunga inesorabile, descrivendo uno scenario che è inutile nascondere. Dietro al nome di ogni lavoratore c’è una storia, di battaglie troppo spesso perdute che bruciano e portano il segno di un fallimento che vale per tutti: è il frutto avvelenato della precarietà e dell’insicurezza portate da leggi ancora in atto e mai smentite”. A giudizio di Ghinassi e Renda, le indagini “chiariranno le dinamiche dell’incidente e ne attenderemo gli esiti, ma è bene ricordare che a tutela del lavoro, deve corrispondere uguale tutela del lavoratore”. Per i due esponenti politici “chi oggi versa lacrime, sappia però, che le sue, sono lacrime di coccodrillo spendibili per una campagna elettorale che avrebbe bisogno di verità e non di comode bugie. Le Istituzioni dello Stato si riapproprino completamente e senza indugi delle loro  funzioni di difesa e controllo. Chiediamo pertanto al Commissario dell’Authority di sistema portuale  di sollecitare ogni decisione o intervento nelle sue facoltà per avviare le opportune quanto indispensabili procedure di garanzia a tutela delle attività portuali, di concerto con i locali organi preposti. Non possiamo accettare che il Porto di Livorno si trasformi in un cimitero. Servono regole, serve sicurezza, servono certezze di sviluppo e non morti da celebrare una tantum per interesse o per nascondere ancora una vota la polvere sotto il tappeto dell’ingiustizia”.

STEFANO BONI (segretario regionale Fit Cisl). “Nuovo grave incidente nel porto di Livorno. Un operaio di anni 51 a bordo di una nave della Moby mentre stava effettuando delle manovre con un muletto all’interno della stiva, è stato colpito mortalmente alla testa da un ponte elevatore. Ennesimo incidente sul lavoro nei porti toscani che si aggiunte ai 3 già successi nell’arco di quest’ultimi mesi. Ormai la sicurezza è diventata una emergenza”. Sono le parole di Stefano Boni segretario regionale della Fit Cisl: “Non possiamo fermare queste stragi solo con le parole, - aggiunge - ci vogliono fatti concreti a partire dai controlli e dalla cultura della sicurezza che non può essere considerata un costo ma un’opportunità di dignità per le persone che operano negli ambienti di lavoro. Dobbiamo esercitare una maggiore pressione, dichiara Boni, sulla società civile, sulle istituzioni e sugli enti preposti affinché si mettano in campo tutti gli accorgimenti possibili per scongiurare questa carneficina. Non possiamo aggiungere vittime ad altre vittime; dobbiamo dire basta a questo stato di cose”. Boni, a nome della Fit Cisl Toscana, esprime sincere condoglianze ai familiari del lavoratore deceduto e auspica che la magistratura faccia in fretta ad individuare le responsabilità ed eventualmente ad infliggere tutte le sanzioni possibili.

PARTITO COMUNISTA ITALIANO. “Oggi a Livorno l'ennesimo omicidio bianco nel porto, un marittimo della nave Moby Vik è morto schiacciato da un portellone laterale o da una rampa elevatrice, non essendo ancora chiara la dinamica. Immaginiamo ora la solita liturgia che in queste situazioni si manifesta: inchieste, comunicati di solidarietà, proteste, ecc. ma la scia di sangue versato dai lavoratori durante il loro lavoro continua. Ci avevano detto: meno diritti più crescita, più lavoro. Abbiamo solo – dice la segreteria della federazione livornese - meno lavoro, pagato male, sotto ricatto padronale, ipersfruttato, con una intensità tale da mettere in pericolo di vita chi lavora. Quindi un sistema che guarda soprattutto al profitto e trascura la sicurezza nei luoghi di lavoro, e qui che va ricercata secondo noi la soluzione al problema”.

ROBERTO TERRENI (Spi Cgil quartieri nord). "25 aprile: la Resistenza è stata il nostro secondo Risorgimento. Unitamente ai caduti della Resistenza  rendiamo omaggio al marittimo, vittima del lavoro, stamani nel porto di Livorno".  

NATALE COLOMBO (segretario nazionale Filt Cgil). “Non possiamo continuare ad assistere inermi a questa lunga scia di sangue”. Lo dichiara il segretario nazionale della Filt Cgil Natale Colombo, a seguito dell’incidente mortale che ha coinvolto un lavoratore marittimo durante lo svolgimento della propria prestazione a bordo di una nave della Moby attraccata al porto di Livorno per manutenzione straordinaria, aggiungendo che “affinché il governo e gli enti preposti alzino ulteriormente la guardia sul tema della sicurezza sul lavoro si rende necessaria anche un’iniziativa forte”. Governo e istituzioni vanno incalzati - prosegue il dirigente nazionale della Filt - per “emanare provvedimenti ad hoc, a partire dall'armonizzazione delle leggi 271 e 272 del 1999 con il Testo Unico su salute e sicurezza. In questo contesto va sviluppata necessariamente la prevenzione che va attuata con formazione continua ed investimenti mirati perché il lavoro deve essere sicuro, sempre”. Per Colombo “adesso è il momento del lutto e dello stringersi ai familiari del lavoratore deceduto ma nei prossimi giorni - afferma - valuteremo il da farsi, anche unitamente a Fit Cisl e Uiltrasporti, non escludendo il ricorso ad una importante iniziativa nazionale, compreso lo sciopero, perché il tema della sicurezza sul lavoro diventi un valore su cui investire ulteriormente anche l’azione sindacale". L’esponente sindacale conclude dicendo che “avanzeremo anche il necessario maggiore coinvolgimento delle Capitanerie di porto affinché la loro azione di controllo e vigilanza possa contribuire a rafforzare tutte le azioni utili a scongiurare ulteriori vittime”.

POTERE AL POPOLO. “Ebbene sì, purtroppo ancora un lavoratore deceduto nell’ambiente portuale livornese. Si tratta di un marittimo di 51 anni nato a Torre del Greco (Napoli) che lavorava alle dipendenze di Onorato sul Moby Kiss”. Così esordisce il comunicato di Potere al Popolo, segnalando che proprio in questi giorni era stati programmato un dibattito sulla sicurezza sui posti di lavoro (https://tinyurl.com/y2jhu7cq). “Purtroppo – si afferma - le cose da fare sono ancora molte per quanto riguarda il tema. Quello che sappiamo è che la crisi, i tagli, il risparmio sui costi e la sicurezza, non sono più scuse valide e accettabili, perchè si lavora per vivere e non per morire. Speriamo che nel dibattito di lunedì prossimo insieme ai segretari di Cgil e Usb, si possa arrivare a un impegno forte e concreto sul tema, che non costringa più a piangere lavoratori che andavano a guadagnarsi la giornata. Per quanto riguarda questo incidente in particolare, molto ci sarà da accertare e vogliamo chiarire subito alcuni aspetti. Dai primi accertamenti, il lavoratore risulterebbe deceduto in seguito al cedimento strutturale di un portellone agganciato ai piani dei ponti superiori per il parcheggio delle auto. Il traghetto era fermo da mesi presso la calata Carrara accosto 55 per lavori di manutenzione straordinaria. Il personale di bordo era addetto solo alla manutenzione ordinaria e il marittimo deceduto stava svolgendo piccole manutenzioni nella zona garage quando il portellone è franato giù provocando lo schiacciamento del lavoratore che sembra deceduto sul colpo. Sono in atto accertamenti da parte del medico legale sull’effettiva causa di morte.Potere al Popolo Livorno per l’ennesima volta riafferma la necessità di maggiori tutele sul lavoro non solo per il personale portuale ma anche per il personale marittimo che si trova a operare, spesso senza una formazione specifica alla sicurezza, alle dirette dipendenze del Comandante della nave. La storia della nave evidenzia tuttavia un altro grosso problema che è la tutela della vita in mare per i lavoratori ma anche per i passeggeri che si trovano a viaggiare su veri e propri rottami naviganti come è il caso della nave Moby Kiss dell’ Armatore Onorato che si limita a ritinteggiare e fare un lifting esterno a navi più volte cancellate dai registri navali come nel caso di questa. Varata il 26 luglio 1974 presso Helsingør, in Danimarca . Rimase in servizio per i successivi 21 anni venendo posta in disarmo nel 1996 Nel novembre 1996 fu acquistata dalla compagnia marocchina Comarit, che le diede il nome di Banasa. Nel maggio 2003 la nave ebbe un guasto ai motori e la nave tornò ai collegamenti tra Marocco e Spagna a maggio 2004 fino al 2012, quando la nave fu fermata nel porto di Algeciras, rimanendovi in stato di abbandono. Messa all'asta dall'autorità portuale nel maggio 2015, la Banasa fu venduta per la demolizione nei cantieri di Aliağa, in Turchia, dove fu spiaggiata ad agosto. Tuttavia, prima che avessero inizio i lavori di demolizione la nave fu acquistata dalla compagnia di navigazione greca European Seaways, che aveva il programma di sottoporla a lavori per rimetterla in servizio. A ottobre la nave fu rimorchiata a Perama, in Grecia, dove rimase in disarmo fino a dicembre. In seguito fu acquistata da Moby Lines, venendo rimorchiata presso i cantieri Palumbo di Malta per essere sottoposta a una profonda ristrutturazione in vista di un impiego col nome di Moby Kiss a partire dall'estate 2016. Il 30 giugno 2016 giunse nel porto di Livorno, rientrando in seguito in servizio sul collegamento tra il porto toscano e Bastia dopo quattro anni di disarmo. Il 24 marzo 2017 la Moby Kiss entrò in servizio tra Piombino e Portoferraio. Tre mesi più tardi la nave ebbe dei problemi meccanici e fu temporaneamente tolta dal servizio, venendo inviata a Genova per effettuare le necessarie riparazioni. Conclusi i lavori, la Moby Kiss tornò a essere impiegata sui collegamenti da e per l'Isola d'Elba. Nella stagione estiva 2018 la Moby Kiss fu spostata sulle rotte Nizza - Bastia e Livorno - Bastia. Dopo i lavori di straordinaria manutenzione erano attualmente in corso piccole manutenzioni e rifiniture ordinarie in vista del prossimo impiego da maggio sulla tratta Livorno Bastia e ritorno. A questo punto ci domandiamo se e chi ha effettuato i necessari controlli non distruttivi su tutte le parti della nave che potrebbero dopo 45 anni avere punti di ammaloramento. Non è più possibile accettare che navi più volte disarmate siano tollerate nei nostri mari con pericolo per lavoratori e passeggeri. Occorre ribadire con forza che i lavoratori portuali e marittimi non debbano lavorare in condizioni di pericolo. Le navi e i traghetti in particolare devono avere controlli periodici e i comandanti delle navi nonché gli armatori sono i primi responsabili della accettabilità degli ambienti di lavoro. Ci auguriamo che la magistratura faccia il suo lavoro e individui la vera catena delle responsabilità perché i lavoratori non siano sempre gli unici a pagare con la vita come in questo caso!”.

UNICOBAS. “L'incidente mortale sul lavoro nel porto di Livorno alla Calata Carrara dove ha perso la vita un operaio di 51 anni  a bordo di una nave della compagnia Moby dimostra che l'attenzione alla normativa sulla sicurezza nel porto di Livorno è ancora del tutto insufficiente. Non bastano le leggi ed i protocolli sulla sicurezza sottoscritti da una moltitudine di soggetti se poi questi non vengono applicati per mancanza di volontà, di corsi di formazione per il  personale e di ispettori che controllino il rispetto della normativa.Solo un anno fa al deposito costiero cui persero la vita altri due lavoratori, non è accettabile che continui questo stillicidio. L'Unicobas propone per l'ennesima volta un tavolo permanente per la sicurezza in porto di cui facciano parte i diretti interessati: sindacati dei lavoratori, datori di lavoro, RLS, RLSS e RSPP e Ispettorato del lavoro, un tavolo snello e che porti risultati”.

ROBERTO BIASCI (consigliere regionale della Lega). “Fatti concreti e non solo inutili parole di circostanza devono essere messi in campo quando si tratta di sicurezza sul posto di lavoro”, afferma Roberto Biasci, consigliere regionale della Lega. “L’ultimo luttuoso caso successo al porto di Livorno - prosegue -testimonia, purtroppo, come la tematica debba essere affrontata con la massima attenzione e tempestività e non diventare d’attualità solamente quando avvengono eventi mortali”. L’esponente leghiste definisce “inammissibile” il fatto che “nel 2019 si debba perdere la vita durante la propria attività quotidiana lavorativa; occorre, dunque, che si garantiscano, sempre, equi fondi necessari alla sicurezza dei lavoratori, abbinati a serrati controlli sui luoghi di lavoro, per far sì che tragedie come quella avvenuta nella città labronica, non si ripetano più”. Biasci esprime le proprie condoglianze ai familiari della vittima e formula un contemporaneo auspicio: “La Toscana non debba più piangere per delle tragiche morti bianche”.

FILT-CGIL FIT-CISL UILTRASPORTI DI LIVORNO. Le scriventi organizzazioni sindacali esprimono “il più sentito cordoglio ai familiari del lavoratore deceduto. Stigmatizzano l’ennesima perdita di una vita umana in attività di lavoro, ed in attesa della ricostruzione degli eventi da parte delle autorità preposte sono pronte a mettere in campo tutte le iniziative possibili per mitigate al massimo i rischi di infortuni e vieppiù morti sul lavoro”.

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di Redazione web