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Livorno

cgil, cisl, uil e unicobas 

«Decessi in crescita e protocolli inapplicati»

L.A.
«Decessi in crescita e protocolli inapplicati»

I sindacati protestano e pensano anche a uno sciopero  «Ci vogliono fatti concreti a partire proprio dai controlli»

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LIVORNO. «Sarà una casualità, forse. Ma oggi ci sono stati quattro infortuni mortali sul lavoro nel nostro paese». È Patrizia Villa, della segreteria generale della Cgil di Livorno con delega alla sicurezza nei luoghi di lavoro, a parlare. Numeri pesanti, questi, che evidenziano un trend di crescita degli infortuni sui luoghi di lavoro tanto che, a livello nazionale, i casi con decessi di lavoratori registrati a partire dal 2019 sono all’incirca gli stessi che si sono verificati nell’arco di tutto il 2018.

«Il porto di Livorno sta pagando un prezzo altissimo – va avanti Villa – e ancora non abbiamo avuto un riscontro rispetto al protocollo sulla sicurezza che la Regione firmò in autunno dopo l’incidente alla Labromare. In più anche sulle segnalazioni che abbiamo inviato rispetto a incidenti che si sono verificati, come per esempio il distacco di una nave avvenuto di recente con un muletto che è rimasto in bilico, non abbiamo avuto alcuna risposta. Da qui stiamo pensando a organizzare con Cisl e Uil una protesta o uno sciopero».

Sul tema è intervenuto anche il segretario della Filt Cgil marittimi, Agostino Salza. «Le autorizzazioni a fare questo tipo di lavori? Si presume che ci fossero, perché è un’abitudine che le navi vengano qui a farli. Noi sulle cause dell’incidente non possiamo esprimerci, ma vogliamo stringersi alla famiglia di Vincenzo», ha concluso arrivando direttamente sotto bordo, sulla banchina. «È un incidente che ci colpisce direttamente, visto che anche noi siamo marittimi», aggiunge Paolo Taccini della Fit Cisl Toscana marittimi, anche lui presente alla Calata Carrara.

«Ormai la sicurezza è diventata una emergenza- dichiara Stefano Boni segretario generale della Fit Cisl Toscana, non possiamo fermare queste stragi solo con le parole, ci vogliono fatti concreti a partire dai controlli». Le due sigle sindacali, insieme alla Uiltrasporti Toscana, «stigmatizzano l’ennesima perdita di una vita umana in attività di lavoro e in attesa della ricostruzione degli eventi da parte delle autorità, sono pronte a mettere in campo tutte le iniziative possibili per mitigate al massimo i rischi di infortuni». Un incidente che «dimostra che l’attenzione alla normativa sulla sicurezza nel porto di Livorno ancora del tutto insufficiente». Lo afferma il segretario provinciale di Cib Unicobas, Claudio Galatolo, in una nota dove aggiunge che «non bastano le leggi ed i protocolli sulla sicurezza sottoscritti da una moltitudine di soggetti se poi questi non vengono applicati per mancanza di volontà, di corsi di formazione per il personale e di ispettori che controllino il rispetto della normativa».

«Solo un anno fa al deposito costiero persero la vita altri due lavoratori, non accettabile che continui questo stillicidio», afferma ancora. L’Unicobas propone «per l’ennesima volta un tavolo permanente per la sicurezza in porto di cui facciano parte i diretti interessati: sindacati dei lavoratori, datori di lavoro e ispettorato del lavoro, un tavolo snello e che porti risultati». —

L.A.

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di Redazione web