Gioco
Morto l'ex presidente del Livorno Salemmo
Imprenditore del settore edilizio, fu a capo della società amaranto per due stagioni dal 1988 al 1990
LIVORNO. È morto la scorsa notte, dopo una malattia, Paolo Salemmo. Aveva 72 anni. A capo di una famiglia di costruttori edili, è stato per due stagioni presidente del Livorno Calcio. Nella stagione sportiva 1988-89 Salemmo guidò una cordata di imprenditori che si legò alla società amaranto, ma l'esperienza sportiva dell'imprenditore non fu esaltante, tuttaltro. La squadra retrocesse in C2 arrivando ultima – e staccatissima – nel girone nord della C1. Quel gruppo debole e male assortito fece registrare il record negativo di punti in classifica (20 con la vittoria che ne valeva ancora 2) e i clamorosi rovesci.
L’anno successivo la “Pro” fu costruita per tornare subito in C1. Le chiavi del centrocampo furono consegnate a un giovanissimo Massimiliano Allegri e la squadra al compianto Rossano Giampaglia, che però fu esonerato dopo la sconfitta al debutto sul campo della Cuoiopelli. In panchina arrivò Viciani. La squadra era oggettivamente forte (tra gli altri annoverava Criscimanni, Barozzi e Benedetti), ma la società si sgretolò. Gli amaranto riuscirono tuttavia a salvarsi. A Salemmo successe Mantovani.
L'attività imprenditoriale del costruttore fu toccata anche da un'inchiesta giudiziaria che coinvolse alcune società di famiglia. Salemmo, che viveva a Montenero, lascia la moglie e due figli.
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