Gioco
Salta il distretto sanitario all’Attias, l’Asl punta su quello all’ex Inpdap
Livorno, Giustarini: «Problemi strutturali insormontabili. Per l’altra sede si va avanti ma ci vorranno 4 anni»
LIVORNO. Sembra una maledizione: dopo la sonora bocciatura da parte dei medici di famiglia della Casa della Salute all’Ipercoop, salta anche il progetto di una Casa della Salute all’Attias. E tanto per gradire potrebbero allungarsi, seppur di pochi mesi, i tempi per l’inaugurazione di quella di Ardenza, in via del Mare.
E così Livorno resta l’unica città capoluogo della Toscana a non avere ancora una Casa della Salute, evoluzione moderna di quelli che un tempo erano i distretti sanitari e poi sono diventati i centri socio-sanitari, strutture cioè in cui dovrebbero essere riunite le attività dei medici di base con quelle degli specialisti dell’Asl, oltre a centro prelievi, Cup, sportelli amministrativi, con un’articolazione che garantendo una copertura oraria di almeno 12 ore, dalle 8 alle 20, possa trasformarle anche in un punto di primo soccorso per i cittadini. Va avanti, invece, il percorso per creare una Casa della Salute all’interno della palazzina di corso Mazzini 15, che un tempo ospitava l’Inpdap, ma ci vorrà tempo, molto tempo.
PROBLEMI DI ANTISISMICA
Come Dorando Pietri alla maratona delle Olimpiadi di Londra, stavolta è naufragata agli ultimi metri prima del traguardo l’ipotesi di trasformare il primo piano del palazzo di corso Mazzini 8, sopra l’ex Bata, che oggi ospita gli ambulatori di 24 medici di famiglia in maxi-distretto dell’Asl. Insormontabile è stata la questione del mancato rispetto della normativa antisismica, di cui avevamo accennato nei giorni scorsi.
«È vero - dice Carlo Giustarini, direttore dei distretti dell’Asl - avevamo valutato la possibilità di trasformare in Casa della Salute l’attuale sede dei medici raggruppati nella Aft 2, in Corso Mazzini n 8. Purtroppo però la normativa vigente pone dei vincoli insormontabili che hanno reso impercorribile questa ipotesi, ed è stato un vero peccato dovervi rinunciare».
«Realizzare Case della Salute nel centro storico delle città - aggiunge Giustarini - è molto difficile, perché la normativa è severa e richiede requisiti strutturali molto particolari per gli edifici che le debbono ospitare, specialmente di tipo antisismico: gli interventi di adeguamento sono molto onerosi quando addirittura improponibili o impossibili».
DISTRETTO ALL’EX INPDAP
Va avanti però il piano B. «Con Cosci abbiamo lavorato in questi mesi all’ipotesi di costituire una Casa della Salute modulo complesso (cioé aperta 18 ore al giorno, ndr) in un immobile in Corso Mazzini di proprietà dell’Invimit (società immobiliare di proprietà del Ministero delle Finanze, ndr) già sede molti a molti anni fa di attività sanitarie pubbliche (l’Inpdap, ndr). Le fattibilità sono ancora allo stato iniziale: in caso di esito positivo, se tutto andasse bene anche per quanto riguarda il reperimento delle risorse economiche necessarie, i tempi per l’acquisizione, la ristrutturazione e la messa in funzione sarebbero lunghi, non meno di quattro anni».
NEL 2019 APRE ARDENZA
E così alla fine l’unica struttura che si intravede all’orizzonte è quella di Ardenza, sempre che non si voglia guardare oltre il confine del Comune, visto che Collesalvetti ci ha decisamente battuti, avendo aperto l’anno scorso la Casa della Salute a Stagno... Anche per quanto riguarda via del Mare tuttavia non è detto che si rispettino i tempi, indicati inizialmente dall’Asl per la fine dell’estate. Ora Giustarini parla più genericamente di fine 2019: «Alla fine di quest’anno, non appena completati i lavori di ristrutturazione attualmente incorso, sarà possibile aprire la Casa della Salute modulo base nel centro socio-sanitario di via del Mare - dice -, mentre invece per la Casa della Salute nel Padiglione 24 dell’Ospedale si dovrà aspettare di più, almeno tre anni e mezzo».
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