Il Tirreno

Livorno

Svaligiavano le pizzerie: presi i baby-ladri

Stefano Taglione
Svaligiavano le pizzerie: presi i baby-ladri

Sono due diciassettenni che abitano a Livorno. L’ultimo colpo da Don Ciro, in viale Petrarca. Trasferiti in carcere

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Si spostavano quasi sempre a piedi. Qualche volta in scooter. I carabinieri gli stavano dietro da tempo. Osservavano i loro movimenti. Non solo a Livorno, pure nel Pisano. Fino a quando hanno fallito, rubando sotto l’occhio elettronico delle telecamere, purtroppo una rarità nei locali labronici: erano installate alla pizzeria Don Ciro, in viale Petrarca, e nel distributore di benzina accanto.

Sono finiti in manette due diciassettenni slavi, accusati di furto e rinchiusi nel penitenziario minorile di Firenze. Ce li hanno accompagnati i militari dell’Arma. Cruciali per procedere all’arresto le indagini del Nucleo operativo radiomobile cittadino, guidato dal tenente Marco Saccà, il Nor della Compagnia di Livorno diretta dal capitano Guglielmo Palazzetti. Per entrambi, il Tribunale dei minorenni, ha disposto il carcere. Uno dei due ragazzi, fra l’altro, un mese fa era stato fermato e portato in cella dalla Squadra mobile della polizia di Stato, coordinata dalla dirigente Valentina Crispi.

I minorenni, nonostante la giovane età, avevano collezionato una lunga serie di precedenti penali, con reati contro il patrimonio e furti. Uno di loro, lo stesso che fu arrestato una prima volta dagli agenti della questura per un colpo all’interno di un’abitazione, anche fuori dalla Toscana, per la precisione a Perugia, in Umbria. Sarebbero tre – è quanto emerge – le ordinanze di custodia cautelare a suo carico, due delle quali (di polizia e carabinieri) in carcere.

Gli inquirenti pensano che il loro sia un vero e proprio gruppo specializzato in furti e assalti a ristoranti a pizzerie, a colpi di scappate. Da Don Ciro, ad esempio, nella notte fra il 15 e il 16 marzo scorsi erano entrati all’interno del locale di viale Petrarca dopo aver tagliato una tenda e avere frantumato una porta a vetri, utilizzando una bombola del gas.

È probabile che siano legati a dei malviventi maggiorenni, forse adulti, ma non ci sono ancora certezze su quest’ultimo aspetto. Sicuramente – si apprende da fondi investigative – non agivano da soli. Non in coppia quantomeno. Una baby-gang, anche se dal punto di vista giuridico non può essere trascritto nelle carte della procura, che assaltava i locali a suon di spaccate. Provocando una marea di danni e fuggendo con i pochi spiccioli che trovavano nelle casse. Al massimo con qualche bottiglia di vino. —



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