Il Tirreno

Livorno

commercio: la crisi 

Addio via Marradi chiude 2 attività ma non si arrende e apre sul lungomare

Gianni Tacchi
Addio via Marradi chiude 2 attività ma non si arrende e apre sul lungomare

Marco Brilli saluta i clienti con una lettera sulla saracinesca «Strisce blu e centri commerciali mi hanno affossato»

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Parla dei centri commerciali e delle strisce blu, ma anche delle abitudini delle nuove generazioni, mentre abbassa la saracinesca per l’ultima volta. Chiude la mesticheria, chiude il vecchio angolo del negozio con i cellulari in vetrina, chiude la rivendita di vini che aveva aperto nel 2011 come ultima scommessa. E lascia via Marradi dopo 24 anni. «Oggi ne ho 48, fate voi i conti…», allarga le braccia Marco Brilli, salutando gli altri commercianti della zona e i clienti più affezionati con una lettera - pubblicata su Facebook e affissa all’esterno dei suoi negozi - in cui spiega i motivi della chiusura. «Via Marradi mi ha dato tanto - si legge - nel corso degli anni ho cercato di adeguarmi alle esigenze del mercato, allargandomi e inserendo sempre nuovi articoli, ma tutto questo non è bastato per sopperire alle problematiche del centro». E così è arrivata «una decisione sofferta, durissima, l’unica possibile per non affondare insieme alle attività». «L’età non mi consente di andare in pensione, quindi la mia esperienza da commerciante continuerà altrove con un’altra scommessa», scrive Brilli, che tra un mese aprirà una paninoteca lungo il viale Italia, di fronte alla Terrazza Mascagni.

24 ANNI IN VIA MARRADI

Brilli fu uno dei primi ad aprire un negozio di telefonia a Livorno: era il 1995, lui aveva solo 24 anni e si tuffò con entusiasmo in questo settore, inaugurando Emmebi al civico 191 di via Marradi, a pochi metri dall’incrocio con via Nardini. «Un investimento azzeccato, ricordo bene il boom con i primi cellulari», spiega il 48enne livornese. Poi le prime difficoltà, «tra la trasformazione dei telefoni e i nuovi centri commerciali», e nel 2006 la decisione di spostarsi in un fondo più grande cambiando completamente settore. Così al civico 169, davanti alla scuola media Micali, arrivò la mesticheria Brilli con articoli per la casa, giocattoli e un angolo riservato ancora ai cellulari.

«Un negozio di quartiere nel cuore della città - racconta - fu la scelta giusta, sulla scia di un’attività che mia madre aveva portato avanti negli anni ’80 in via Mentana. Ma dopo qualche anno le vendite iniziarono a calare a causa di alcuni store aperti, proprio nelle vicinanze, dalle grandi catene del settore: a quel punto trasformai una parte dell’attività in un secondo negozio, “Il vino dei Brilli”, una sorta di rivendita di vini». Ma alla fine «la crisi, le difficoltà del centro e i parcheggi a pagamento mi hanno portato a dover salutare via Marradi: l’ultima mazzata è stata l’apertura del Parco Levante, impossibile competere».

DAL CENTRO AL MARE

Insieme a lui, tra la mesticheria e la rivendita di vini, lavorava la moglie Evelyn Biagini: hanno un bambino di 5 anni e adesso si stanno occupando della paninoteca che apriranno fra una trentina di giorni sul viale Italia, tra la yogurteria e l’hotel Palazzo, sempre con il nome “Il vino dei Brilli”. «Di fatto è la quarta volta che mi reinvento, speriamo che sia l’ultima», prova a scherzare Brilli, che poi torna sul dispiacere per essere stato costretto a lasciare via Marradi. «Era la mia seconda casa - chiude il commerciante - da Emmebi venivano ragazzini che oggi sono adulti, poi ho visto la trasformazione di decine di negozi. Purtroppo il mondo è cambiato e nessuno si è mosso per salvare il piccolo commercio: via Marradi è morta, ma è morto tutto il centro. E quando aprirà Esselunga, andranno in crisi anche i negozi di Colline e Coteto, le ultime due zone in cui le botteghe riescono a sopravvivere». —

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