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Terzo colpo in sei mesi a Medicina legale: «È emergenza furti»
Livorno: i ladri hanno rubato le monete dai distributori di snack, mettendo a soqquadro la segreteria della Commissione invalidi
LIVORNO. Sono tornati per la terza volta in sei mesi. Vandalizzando i distributori di snack e bevande e mettendo a soqquadro la segreteria della Commissione invalidi. Incubo furti all’Istituto di medicina legale di via della Bastia, nella zona di San Marco, dove ci sono stanze con fascicoli pieni di dati riservati e sensibili coperti da privacy.
Ai ladri, però, interessavano solo i soldi. Per questo nella notte fra mercoledì 17 e giovedì 18 aprile hanno distrutto le macchinette per la terza volta dall’inizio di novembre ad oggi (era capitato anche nella notte di Halloween e a febbraio) utilizzando le forbici con cui i dipendenti della struttura tagliano le fototessere. L’arnese da scasso è stato lasciato su un tavolo, insieme alla gettoniera e a una confezione di merendine che i malviventi hanno pure mangiato. Sul posto, ieri mattina, è intervenuta una volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, prontamente allertata appena gli impiegati sono entrati al lavoro, purtroppo facendo l’ennesima sgradita scoperta.
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Durante il raid i malviventi hanno tentato perfino di portare via un computer, rischiando di paralizzare la struttura. «Qui ogni settimana abbiamo cinque Commissioni invalidi e quattro per le patenti – racconta un dipendente – quindi se un pc è fuori uso, non possiamo lavorare. Fra l’altro, a maggio, vorremmo aumentare i carichi di lavoro». «Non ne possiamo più – urla di rabbia il personale dell’Azienda sanitaria locale – perché ci hanno preso di mira. Basterebbe mettere altre inferriate, così come è stato fatto in un ingresso, da cui ovviamente i ladri non sono più in grado di passare. Speriamo che l’Asl intervenga».
Purtroppo nessuno è in grado di stabilire l’ora del furto, dato che in via della Bastia non c’è né il sistema d’allarme, né un impianto di videosorveglianza. «Temiamo che la ditta proprietaria dei distributori di merendine– concludono gli impiegati – dopo l’ennesimo colpo subìto, visto che il danno è per lo più loro, ora decida di rimuovere tutto. Il bar più vicino è a 200 metri e rischiamo di rimanere senza niente. Bisognerebbe rinforzare porte e finestre, così almeno i malviventi non tornano più».
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