Gioco
Sindacati in allarme «Serve più polizia in città e provincia»
Davanti alla questura livornese volantinaggio per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro «Grossa carenza di organico anche nella penitenziaria»
LIVORNO. Volantinaggio fuori dalla questura, ieri mattina, per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro del personale della polizia di Stato e della penitenziaria. Dalle 9 alle 12, infatti, i sindacalisti della Cgil (con il Silp e i rappresentanti della Funzione pubblica) hanno distribuito i volantini di protesta. «Non ci stiamo a essere prigionieri di un uso propagandistico della sicurezza per fini elettorali – si legge – il lavoro prezioso che viene svolto quotidianamente a tutela dei cittadini e delle istituzioni merita di essere valorizzato nelle condizioni di vita, di lavoro e nel riconoscimento economico«.
«Le problematiche livornesi riflettono quelle nazionali – aggiunge il segretario provinciale Silp, Luca Filippi – perché l’organico in continuo calo. L’età media aumenta, a 48 anni. Sarebbe alta per l’Ufficio del catasto, figurarsi per la polizia. Le nostre divise, fra l’altro, le stanno producendo in Romania. Il ministro Matteo Salvini non convoca il tavolo per rinnovare il contratto di lavoro a cui tiene tanto e sotto la sua felpa non c’è niente. Di fronte ai tanti problemi sociali, occupazionali e di immigrazione – prosegue Filippi – siamo in sofferenza. E la Digos è costretta a turni di lavoro fuori dall’ordinario».
In tutta la provincia ci sono 440 poliziotti, contro i 700 degli anni Novanta. Trecento, oggi, quelli in servizio a Livorno. «Aumentano i reati informatici legati alla pedofilia – conclude Filippi – ma la postale è chiusa. In città funziona solo un giorno alla settimana, con l’orario ridotto». Proteste anche dei rappresentanti della penitenziaria. «Alle Sughere ci sono solo 230 colleghi – dice il coordinatore Fp Cgil polizia penitenziaria, Alberto Ragusa – ma ne servirebbe il 50% in più. Non abbiamo più una caserma, ci ospita la Curia a Shangai. I locali servono a quei poliziotti trasfertisti che non possono permettersi un mutuo». —
S.T.
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