Toscana
Il nuovo distributore preoccupa i residenti
Polemiche in via Poet: «Troppo vicino alle case, nessuno ci ha avvisato». Ma c’è anche chi dice: «Magari troverò lavoro»
Il distributore di benzina in costruzione di fronte alle case di via Poet, al di là del cavalcavia dirimpetto al Parco Levante, divide i residenti del Nuovo Centro. Dopo il progettista dell'impianto e il presidente del sindacato dei gestori, che intervistati dal Tirreno ribadivano la validità di autorizzazioni a costruire e criteri di sicurezza della struttura, a parlare questa volta sono i cittadini.
«Sono socio della cooperativa che ha realizzato le villette, eppure non sapevo nulla di questa costruzione», confessa Franco Ghezzi, che poi prosegue: «Non appena ho visto che stavano iniziando con i lavori ho contattato subito l'ingegnere, e sono andato anche a chiedere all'altro distributore al di là del cavalcavia. Fatto sta che questa brutta sorpresa mi lascia qualche dubbio sulle distanze di sicurezza dalle nostre case, che certamente perderanno di valore».
Come lui anche Massimo Ceselli si è trovato di fronte al fatto compiuto: «Che dobbiamo fare? Cartelli che annunciano la costruzione non ce ne sono e non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione al riguardo, quindi non abbiamo potuto neanche fare un esposto. Ma del resto a Livorno funziona così, il Comune fa come gli pare; e già ho dovuto aspettare sei anni per avere questa casa...».
Sono diciassette i passi che separano il muro perimetrale del caseggiato bianco di via Poet dall’area dove si stanno costruendo un impianto di carburante e un Mc Drive: entro l’estate sarà inaugurato il distributore di benzina, entro l’anno toccherà al Mc Donald’s.
Dalla parte del no anche Adele Dal Canto, a passeggio con la madre, che per il piccolo Zeno (di sei mesi) accomodato nell'ovetto sperava in ben altro: «Ci avevano promesso un'area verde e invece tutta questa zona è un cantiere sempre aperto. Non sono contenta di avere un distributore davanti casa, anche perché sicuramente non succederà nulla ma non si può mai dire. Al suo posto avrei preferito che avessero messo un bel parco».
Dall'altro lato, invece, Antonio Santangelo non si scompone: «Anch'io ho saputo del distributore dopo avere acquistato l'immobile, però sono tranquillo. Io lavoro in aeroporto, accanto ai combustibili, quindi se i progettisti dicono che le norme di sicurezza sono state rispettate per me non c'è nulla di cui preoccuparsi. Anzi, sono contento perché finalmente avrò la possibilità di fare il pieno di gasolio senza dover attraversare mezza città, e sono favorevole perché credo che tutti abbiano il diritto di lavorare».
E proprio la prospettiva di un posto di lavoro davanti casa (“uscio e bottega” si diceva una volta) è quello che fa vacillare per il sì anche Lisa Lucchesi, che abita proprio di fronte al complesso in costruzione: «Sapevo dell'opera da tempo, perché ho avuto modo di vedere i progetti. Certo, sarà anche sicuro ma di certo non un bel vedere per noi che ogni giorno ci affacceremo, non che prima avessimo chissà che panorama, sui cassonetti dell'immondizia e le toilette. Però da qualche tempo ho scelto di stare vicina alla mia famiglia, lasciando l'impiego di barista. Magari con la nuova struttura (l’immobile della catena McDonald's di 350 metri quadri coperti, accanto al benzinaio, ndc) potrò tornare a lavorare, rimanendo al tempo stesso accanto ai miei cari».
Fra i residenti del Nuovo Centro tuttavia non sono in molti a proprio agio di fronte ai giornalisti. Il motivo, secondo uno dei proprietari (che chiede l'anonimato) è l'azione legale intrapresa contro gli architetti che hanno realizzato le villette. Tra i problemi del quartiere, infatti, fra discariche e vegetazione incolta, ci sarebbe anche quello riguardante la consegna di alcuni immobili. —
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