Gioco
«Basta razzismo alla rovescia posti del mercato agli italiani»
Il candidato del centrodestra in piazza Garibaldi: «Per il M5s la riqualificazione del quartiere è far vendere alcolici e prodotti contraffatti agli stranieri»
LIVORNO. «Flavio ha 4 bambini da mantenere e fa l'ambulante da anni. Ma stamani , come capita spesso, in piazza Garibaldi non ha potuto esporre la sua merce se non rischiando una sanzione amministrativa. Il motivo? I bandi del Comune hanno dato priorità ad ambulanti stranieri, molti dei quali, oltretutto, vendono alcolici e prodotti contraffatti. Ecco, sappiate che nel commercio, così come per le case popolari, il nostro mantra, quando saremo al governo della città, non cambierà: il lavoro prima agli italiani. Disciplineremo anche i bandi dei mercati con questo criterio». Lo ha detto ieri mattina Andrea Romiti, candidato del centrodestra, durante una visita in piazza Garibaldi, dopo aver ascoltato la storia di un ambulante livornese rimasto senza posto per il banco.
«Saremo sempre dalla parte della legalità ma le regole devono valere per tutti. Non è accettabile che ci sia chi vende oggetti taroccati impunemente e chi invece non ha un posto per poter lavorare, questo è razzismo alla rovescia - ha detto Romiti -. La riqualificazione di piazza Garibaldi, per l'amministrazione grillina è agevolare la vendita di alcolici e merce contraffatta, dimenticando le famiglie livornesi che vogliono lavorare. Noi difendiamo il lavoro degli italiani».
Successivamente Romiti si è recato in piazza Cavallotti dove - come ha poi raccontato - è stato aggredito verbalmente «da un venditore abusivo extracomunitario» mentre girava un video. Il filmato, pubblicato sulla pagina Facebook del candidato di centrodestra, mostra un venditore straniero che dice in malomodo a Romiti di non fotografarlo, poi si dirige verso di lui che a quel punto minaccia di chiamare la polizia. «La zona del mercato è in mano ai venditori abusivi - commenta Romiti -. Così la demagogia populista e buonista di Pd e 5 Stelle ha ridotto la nostra Livorno, un luogo dove non si può passeggiare tranquilli neanche di mattina e dove se fai una foto al degrado rischi di essere menato». —
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