Il Tirreno

Livorno

Trovato morto in casa a 49 anni dai genitori

Giulio Corsi
Dario Fabiani (al centro con la Lacoste blu) insieme agli amici allo stadio
◗
Dario Fabiani (al centro con la Lacoste blu) insieme agli amici allo stadio

Livorno: Dario Fabiani non rispondeva al telefono. Quando hanno aperto la porta era sdraiato nel corridoio

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Lunedì sera Dario Fabiani doveva andare a cena dai genitori Franca e Roberto, in via Orosi, come faceva, in un rito ormai consolidato, ogni settimana. Lo aspettavano per le 19, il 15 aprile, ma Dario non è arrivato. I due hanno iniziato a chiamarlo sul cellulare, ma il telefono squillava a vuoto. Quando l’orologio ha rintoccato le 20, preoccupati dall’insolito ritardo del figlio e dal suo silenzio, hanno deciso di andare a casa sua, in via Pannocchia 24.

Hanno suonato il campanello, ma nessuno ha risposto. Allora hanno aperto la porta e si sono trovati davanti un incubo: Dario era sdraiato a terra, nel corridoio, la testa contro il pavimento. Franca Fabiani, con le lacrime agli occhi, ha trovato la forza di chiamare il 118, mentre il marito cercava inutilmente di rianimare il figlio.

Da lì è stato un via-vai di sirene e lampeggianti. Il medico dell’ambulanza non ha potuto far altro che constatare il decesso, poi sono arrivati i carabinieri, il medico legale, il magistrato di turno. La salma di Fabiani è stata portata all’obitorio del cimitero dei Lupi e sottoposta a sequestro. Giovedì 18 sarà nominato il medico legale per l’autopsia che potrebbe avvenire venerdì. Poi il corpo sarà restituito alla famiglia e si potranno finalmente organizzare i funerali.

Alle finestre e alla porta di casa non c’erano segni di scasso. L’ipotesi principale che ad oggi è sul tavolo degli inquirenti è che Fabiani sia morto per una causa naturale, un infarto, probabilmente avvenuto domenica 14 aprile. Ascoltato, il medico di famiglia dell’uomo ha spiegato che il suo assistito non aveva patologie e godeva anzi di buona salute. Sarà dunque l’autopsia a dover confermare la tesi del malore fatale.

Dario Fabiani, classe 1970, avrebbe compiuto 49 anni il 29 giugno. Da tempo lavorava all’Istituto di fisica nucleare a Pisa, prima a San Piero a Grado, poi in Largo Bruno Pontecorvo. «Faceva il sistemista, gestiva cioè le reti dei computer dell’istituto - racconta in lacrime la sorella Ilaria -. Era stato assunto tanti anni fa e mentre lavorava era riuscito a laurearsi in informatica. I computer erano la sua passione, fin da quando era un ragazzetto, era un vero e proprio genio. La domenica, quando non giocava il Livorno e quando non andava agli Scogli Piatti, stava a casa a sistemare i computer. Gli amici più stretti lo chiamavano Ganga, come il robot del cartone animato degli anni Settanta. E d’altra parte lui aveva la passione per l’informatica e anche per l’astronomia: si era comprato un telescopio importante e nelle notti di cielo sereno osservava le stelle. A Pisa non si perdeva mai un appuntamento con le notti dell’astronomia organizzate all’istituto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore