«L’ospedale non diventi un ambulatorio di Pisa»
I candidati a sindaco d’accordo sulla necessità di rafforzare le eccellenze ma al confronto organizzato dal Fials non si presentano Salvetti e Bruciati
Come nel 2014, tra i temi caldi sul tavolo della campagna elettorale, è tornato l’ospedale. Il primo confronto con tutti i candidati a sindaco è stato organizzato proprio su questo tema dal sindacato Fials. Invitati dal segretario Massimo Ferrucci, nella sala riunioni del sindacato, in via Fiorenza, si sono presentati 6 aspiranti sindaci su 8: c’erano Stella Sorgente (M5S), Marco Cannito (Città Diversa), Carina Vitulano (Livorno in Comune), Ina Dhimgjini (Livorno a Misura), Andrea Romiti (centrodestra) e Barbara La Comba (Per Livorno insieme). Hanno disertato il primo confronto Luca Salvetti (centrosinistra) e Marco Bruciati (Buongiorno).
«La sanità livornese è devastata – ha detto Ferrucci nell’introduzione al dibattito –. Abbiamo meno posti letto rispetto alle altre città della regione, abbiamo tremila livornesi in attesa di un intervento chirurgico, la diagnostica ha tempi infiniti, le 9 sale operatorie funzionano solo al mattino. Sul nuovo ospedale siamo ancora alle chiacchiere, non è ancora del tutto chiaro dove farlo e come».
Tutti d’accordo i candidati sindaci sullo stop all’ospedale a Montenero. «Ma ora non si può più attendere – ha detto La Comba –. Non possiamo diventare il sobborgo di Pisa. Il project financing? Se fatto come a Pistoia, assolutamente no, altrimenti se ne può parlare, anche se resto una fan del pubblico. Così come per le Case della Salute».
«Nel mio programma – ha detto Dhimgjini – si contempla la ricerca e la valorizzazione delle eccellenze. Invece vedo che ci sono 9 primariati vacanti o sulla via di esserlo per prossima pensione di chi dirige un reparto, voglio potenziare l’assistenza agli anziani, recuperare il gap che c’è sulle Case della Salute riqualificando aree dismesse».
Vitulano concorda con Ferrucci: «Sin dal primo giorno, sarebbe uno degli argomenti su cui lavorare forte. Ospedale subito, Case della Salute in maggior numero, assunzioni da programmare in tempi celeri per dare fiato al personale che potrebbe anche migliorare così la qualità del servizio».
«Ci sono forze politiche che dicono cosa si debba fare, come se fino ad ora non avessero avuto voce in capitolo – ha accusato Cannito –. L’unico che ha fatto proposte concrete sul nuovo ospedale è il sottoscritto. La gente ha problemi quotidiani e glieli dobbiamo risolvere. Basta lingua in bocca fra amministratori del Comune e quelli della Asl. Dobbiamo battere i pugni per avere più risorse economiche e personale. Quando si è votato alla Conferenza dei sindaci per il rifiuto del referendum contro la legge 84, non avrei voluto vedere Nogarin votare come tutti gli altri, per un nulla di fatto».
Anche Romiti critica chi c’è stato fino ad ora: «Nessuno ha difeso Livorno, la Regione sta privilegiando Pisa, relegandoci a un enorme ambulatorio. Ospedale? Ristrutturiamo quello che c’è. È bello e si può migliorare proiettandolo nel 21° secolo. Io dico sì al privato, ma proteggendo prima di tutto il pubblico. Con i dovuti controlli, le due cose possono interagire nell’interesse del cittadino».
Infine Sorgente: «Favorevole a raccogliere firme per la revisione della 84, sui sindaci e il potere sulla sanità, credo che Nogarin abbia fatto tutto il possibile. L’ospedale? Ci abbiamo lavorato tanto e dopo numerosi incontri e mediazioni all’ultimo minuto il governatore Rossi ancora non ha firmato l’accordo di programma». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
