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risultato delle analisi 

Il Comune “scagiona” Cirfood: «Non era cotta la carta negli spinaci»

F.S.
Il Comune “scagiona” Cirfood: «Non era cotta la carta negli spinaci»

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LIVORNO. Dal Comune avevano garantito che avrebbero fatto sapere alla scuola i risultati delle analisi di laboratorio. E così è stato. I tecnici di via Mastacchi che lavorano per l’amministrazione hanno analizzato il pezzo di carta ritrovato all’interno di un piatto di spinaci servito a mensa ad un bambino delle elementari Lambruschini a fine marzo.

Mensa, gestita dal servizio della ristorazione scolastica portato avanti dall’Ati - associazione temporanea di impresa - con Cir Food capofila, Cooplat ed Elior che ha vinto l’appalto.

«Il corpo estraneo è stato identificato come un pezzetto di carta che non ha subito alcun processo di cottura», fanno sapere dagli Uffici del Comune. In altre parole si “scagiona”, questa volta, la filiera dell’Ati. La carta rinvenuta negli spinaci, quindi, non era cotta. Questo fa riflettere il Comune. E si escludono alcune ipotesi che erano state avanzate al momento del ritrovamento nel piatto.

«L'ipotesi che tale pezzo di carta sia riconducibile alla busta di confezionamento delle erbette sembra non verosimile in quanto è stato verificato che quest'ultima è di plastica trasparente con etichetta colorata».

E, nella riflessione del Comune, si scarta anche un’altra “ombra”. Ovvero l’eventualità che la “contaminazione” possa essere avvenuta durante la fase di somministrazione (responsabilità di Cooplat): sembra anche questo aspetto da escludere, secondo il Comune, anche perché le operatrici usano carta tipo Scottex mentre quella rinvenuta è simile alla carta da lettera. Un pezzetto a forma di angolo di un centimetro.

«Per questo ennesimo ritrovamento nel piatto di un bambino delle Lambruschini - commenta la vicesindaca Stella Sorgente - non abbiamo fatto alcuna contestazione all’Ati che gestisce il nostro servizio di ristorazione scolastica». Le contestazioni sono partite per quanto riguarda la valvola rinvenuta nel piatto di riso che stava mangiando uno studente delle elementari Thouar a metà marzo. «Abbiamo inviato formale contestazione a Cirfood per la valvola nel riso, dopo le controdeduzioni dell’azienda vedremo come procedere». —

F.S.

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