Gioco
Romiti (centrodestra) promette la lettera L: «Solo ai livornesi sosta gratis sul lungomare»
Il poliziotto candidato sindaco lancia la corsa con gli alleati. In piazza per le Europee anche il generale che zittì Berlusconi
il racconto
Sceglie la piazza simbolo dei 4 Mori il centrodestra unito. Per la prima volta sotto lo stesso tetto – anzi la stessa tettoia, quella dell’hotel Gran Duca – i rappresentanti di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e della lista Livorno in Movimento lanciano insieme la candidatura a sindaco di Andrea Romiti.
Le parole di guardia, tra un intervento e l’altro, ci sono tutte: dal prima i livornesi nelle case popolari alla sicurezza delle nostre ragazze che «devono poter andare in giro tranquille la sera». Ma non è tanto su questi fuochi che soffia Romiti, il poliziotto laureato in legge che sceglie di iniziare la sua corsa nel giorno del compleanno della moglie Alessandra. È prima di tutto sui parcheggi, i famigerati nuovi stalli blu, e sul porta a porta. «Metteremo le strisce gialle per i residenti in centro e riconsegneremo il lungomare ai livornesi con la possibilità di parcheggiare gratis con la lettera “L” di Livorno», promette anticipando il programma elettorale. Insomma, prima i Livornesi, anche in auto. Poi aggiunge che «replicheremo il modello Grosseto, con cassonetti intelligenti e la possibilità di buttare la spazzatura tutti i giorni» e che «metteremo telecamere nelle periferie nord e nei quartieri sud». Partendo da «lavoro» e «legalità».
In piazza arrivano simpatizzanti, militanti e nessun contestatore. Intervengono Manfredi Potenti, Costanza Vaccaro e Roberto Biasci per la Lega. Parlano Maristella Bottino e Paolo Barabino per Fi, Giacomo Lensi e Francesco Torselli per FdI. Ripetono che «siamo di fronte a un’occasione storica», che «Romiti al ballottaggio vincerà anche con i voti della sinistra di buonsenso», che da «livornese della porta accanto» saprà ripetere l’impresa di Alessandro Tomasi a Pistoia. C’è il sindaco dell’Abetone e candidato in Europa Diego Petrucci. Per la prima volta è nella foto di gruppo Marco Valiani, l’ex grillino che cinque anni fa l’aveva giurata a Filippo Nogarin e che ora sostiene Romiti con Livorno in Movimento: «Andrea mi ha proposto di togliere le mafiette dalla città, per me Pd e 5 Stelle sono la stessa cosa». Gira i video con il suo cellulare la candidata mancata Giulia Pacciardi che sarà la capolista della Lega.
Così Romiti scalda i suoi mentre a sinistra corre la polemica per la foto che pochi giorni fa, dalla convention nazionale di FdI, ha postato su Fb con Caio Giulio Cesare Mussolini, il pronipote del duce candidato alle Europee. «Livorno – ha detto dal palco torinese – è la patria del clientelismo: dopo 70 anni di sinistra e il nulla cosmico dei 5 stelle, i cittadini sono stanchi». «Se tu dovessi vincere – gli hanno gridato prima di salutarlo – c’è una scritta che dobbiamo cancellare…». Quale? “MSI fuorilegge” sulla Fortezza?
Ma durante l’evento al Gran Duca il candidato alle Europee che gli parla accanto è un altro. È un pezzo da novanta dell’esercito: il generale Marco Bertolini, ex comandante della Brigata Folgore e del Coi, presidente dell’associazione nazionale paracadutisti. Uno che nella Livorno dove vive dagli anni ’70 è conosciuto come Il Comandante. Sono passati dieci anni da quando, nel 2009, zittì Silvio Berlusconi dall'avamposto della Fortezza Bastiani, in Afghanistan, dove non gradì affatto la battuta del premier sui militari che farebbero la guardia al deserto dei Tartari. Oggi corre verso l’Europa col partito di Giorgia Meloni: «Ho fatto questo passo perché vedo messi in discussione i fondamentali del nostro essere un Paese unito e indipendente». In «un Mediterraneo che non è un mare di pace ma di tensioni fortissime». —
Juna Goti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
