Il Tirreno

Livorno

Milchstrasse 115 la grande bellezza che veste la città da oltre quarant’anni

Francesca Suggi
Milchstrasse 115 la grande bellezza che veste la città da oltre quarant’anni

Da capo a piedi, dal 1978 ad oggi Susanna Pensabene racconta il suo salotto della moda esclusiva che strega anche tanti vip 

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LIVORNO. Non sono mai stati tagliati per le cose comuni Susanna Pensabene e Ivano Ciabattini. Esclusivi, originali, chic. Controcorrente. Sin dall’inizio, quando nel ’78 lady Pensabene “acchiappa” e segue la via Lattea (Milchstrasse in tedesco). Segue quella di Amburgo: qui la via era caratterizzata da negozi di usato. La segue, la porta a Livorno, aggiunge il numero 115 e diventa l’insegna di Milchstrasse il primo negozio vintage cittadino, in via Marradi. Quel nome, ieri come oggi in piazza Cavour, è un simbolo. Conosciuto ben oltre i confini nazionali. «Quel nome e quel numero sono rimasti con noi, fino ad oggi: quando cominciammo questa avventura. In quegli anni, usava molto a Livorno dare il nome alla propria attività con il cognome di famiglia, ma a noi questo non piaceva. Fummo colpiti in quegli anni dalla strada vintage di Amburgo e quel nome ce lo siamo sempre portati dietro», si racconta con orgoglio Susanna Pensabene. Lei gestisce il negozio con la sua famiglia. Ci sono il marito Ivano Ciabattini, i figli Nicola e Francesco.

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Abbigliamento, accessori: Milchstrasse 115 di piazza Cavour (qui lo store ha aperto nel marzo ’85) è un concept store unico nel suo genere. È la mecca della moda esclusiva. Per uomini e soprattutto donne. Vai a fare questo nome a volti noti della tv, come Paolo Bonolis con la moglie Sonia. Oppure ad Anna Oxa, a Nada, a Laura Freddy, a Paolo Virzì e a Micaela Ramazzotti. Pure Francesco Bruni e la bella Vittoria Puccini conoscono bene quei 400 metri quadri dove la moda, le borse, le scarpe sbocciano. Perché Milchstrasse 115 è lo scrigno di chi vuole essere esclusivo. Di chi vuole essere unico. Da capo a piedi.

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«Sin dall’inizio nella scelta dei capi da proporre ci rapportavamo molto con Londra, con New York: oggi più che mai ci confrontiamo con una clientela preparata, che va ben oltre il brand, si cerca l’esclusivo, si vuole essere unici». Lady Susanna Pensabene si guarda indietro. «Per primi abbiamo tenuto i capi Paul Smith, da noi hanno comprato per primi i famosi pantaloni a sigaretta modello New York, tutta la maglieria italiana di eccellenza è da noi».

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Nel salotto della moda esclusiva si sono lanciate anche le prime tendenze nella fidelizzazione del cliente. «Siamo stati i primi ad aver mandato al clienti, ai tempi per posta, le cartoline personalizzate per avvertire che cominciavano i saldi: ogni volta si trattava di una cartolina artistica che noi per primi abbiamo collezionato». C’è una liaison tra Milchstrasse e i suoi clienti che si tocca con mano. Che si respira. In quel salotto che trasuda di vita vissuta, a partire dagli arredi (pezzi unici di antiquariato). In quel salotto dove in bella vista c’è ancora l’insegna originale del primo negozio. In quel salotto impreziosito dai foulard di Kenzo che diventano quadri.

In quel salotto a conduzione familiare che si fa forte di oltre 40 anni di storia. «I nostri clienti storicamente si affidano a noi: c’è un rapporto di estrema fiducia. Sono molto educati e preparati». Lo dice Susanna, lo dice il figlio Nicola. Che ci tiene a ribadire quanto un negozio bello, renda più bello anche un intero quartiere. E lo renda un punto di riferimento anche per tante persone che vengono da fuori proprio per fare acquisti da Milchstrasse 115. «Un negozio come il nostro, a partire dalla cura delle vetrine - dice - arricchisce la città. Il problema di questa zona è che servirebbe, in generale, più cura per l’estetica e per il decoro».

E aggiunge: «Questa città deve fare qualcosa per non abituarsi al brutto». —

 

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