«Bene il referendum per superare l’inceneritore»
livorno. Dice che «la settimana inizia col piede giusto» la vicesindaca e candidata M5S, Stella Sorgente. Lo dice per la nascita, come riportato ieri dal Tirreno, del comitato “Oltre l'inceneritore”, che ha proposto al Comune un referendum propositivo per la costruzione di nuovi impianti di gestione e trattamento dei rifiuti come possibile alternativa all’incenerimento. Come referenti del comitato, composto da 53 persone, sono stati indicati Enea Santaniello, Nicola Suggi, Franco Fantappiè, Tiziana De Memme.
«La trovo un'ottima notizia per almeno due motivi», interviene Sorgente: «Il primo è di metodo. Grazie ai nuovi poteri di democrazia diretta introdotti nello statuto del Comune durante il nostro mandato, i cittadini hanno potuto presentare un referendum propositivo e il risultato di questo referendum vincolerà l'amministrazione. Ricordiamo tutti cosa fu il referendum sull'ospedale del 2013 e oggi – usa queste parole – una beffa di quel tipo, grazie alla nostra amministrazione, non potrebbe ripetersi». Il secondo motivo «è nel merito del quesito»: «Con molta chiarezza il comitato promotore indica proprio nella conversione all'economia circolare la strada per superare gli inceneritori». Sorgente aggiunge che «questa è esattamente la mia posizione: il nostro è un sì all'economia circolare, sì agli impianti di trattamento dei rifiuti, sì ai posti di lavoro in più e ad un miglioramento fondamentale dell'ambiente nei quartieri nord della città». «Per fare questo – chiosa la candidata – dobbiamo trovare risorse (il solo impianto di trattamento meccanico biologico costa 15 milioni di euro), ma insieme ad alcuni esperti del settore che sono già nella nostra squadra sappiamo bene dove e come reperirle, e una parte importante viene proprio dalla valorizzazione dei rifiuti».
Così chiude sostenendo che «questo referendum apre un dibattito importante, su cui sarà interessante misurare la posizione degli altri candidati. Per parte mia ho le idee chiare: sì all'economia circolare, no a un modello di gestione dei rifiuti che include l'inceneritore». —
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