Gioco
Salvetti invita Romiti a un faccia a faccia sulle case, ma lui dice no
livorno. «Romiti ha tirato fuori il tema dell'emergenza abitativa, ma rivolgersi al prefetto come vorrebbe fare lui sarebbe troppo facile. E, soprattutto, metterebbe in evidenza il fatto che lo Stato, dunque il ministro dell'Interno Matteo Salvini, in un anno non ha fatto niente. La nostra ricetta è un'altra e invito il candidato di Fratelli d'Italia a un incontro da organizzare dove e quando vuole per discutere di questo problema». Pochi giorni fa il candidato sindaco del centrosinistra, Luca Salvetti, aveva lanciato il guanto di sfida al candidato del centrodestra, Andrea Romiti, dal comitato elettorale di via Cambini. «Per risolvere quell'emergenza – aveva sottolineato – bisogna sedersi intorno a un tavolo con associazioni, istituzioni, enti pubblici, servizi sociali e anche privati. Penso a grandi enti privati, con un vasto patrimonio immobiliare. Dobbiamo puntare a una sorta di ricognizione, una task force sociale per capire chi vive in modo abusivo nelle case occupate, aiutarlo a incanalarsi nei percorsi giusti per l'assegnazione. Bisogna azzerare il canone concessorio nel giro di 3 anni e lasciare nelle casse di Casalp quel milione e 200mila euro che invece oggi viene versato al Comune. Serviranno per interventi su strutture e piani di recupero».
Ma alla e-mail di Salvetti che lo invitava a un confronto pubblico, ieri Romiti ha risposto pubblicamente così: «Capisco l'esigenza politica del candidato del Pd di accreditarsi come il mio principale antagonista al governo della città, ma non sono interessato né a scontri personali né ad entrare nelle beghe della frantumazione della sinistra livornese. Per quanto riguarda l'emergenza abitativa, la mia posizione non cambia di un millimetro: se ci sono due persone e c'è una casa, noi quella casa la daremo agli italiani». «Romiti sfugge al confronto perché sa che le sue non sono proposte ma vuoti slogan», ha subito replicato Salvetti: «Il suo programma per Livorno è infarcito di pregiudizi e ideologia. Troppo impegnato a farsi foto con gli eredi di Mussolini per dedicarsi a uno studio serio dei problemi della nostra città?». —
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