Gioco
Riapre S. Caterina e il parroco si scaglia contro la burocrazia
Don Esposto: «Lavori fatti? Messa la rete per le acciughe» E sulla croce per tenerla in tensione: «Porteremo pure questa»
. Uno scrosciante applauso si è levato dal numeroso pubblico presente quando il parroco, don Michele Esposto, ha spalancato il portone della chiesa di Santa Caterina: dopo sette lunghi mesi di chiusura il gioiello settecentesco della Venezia Nuova era tornato finalmente alla vista dei fedeli, della cittadinanza ed anche dei turisti che passando davanti scorgevano l'entrata principale sempre sbarrata, il che non significava però sterile attesa degli eventi: «Ci ritroviamo insieme dopo 7 mesi – ha esordito don Michele nell'omelia – diversi mesi in cui ogni cosa ha continuato ad essere pur stando relegati nella cappellina di San Giuseppe, un luogo sicuro per la burocrazia. Attenzione, non voglio fare polemiche, ma proprio il Vangelo di oggi ci mostra come si muove la burocrazia». Nella sua omelia Don Michele ha quindi ricordato l'impervia trafila burocratica scaturita all'indomani dell'ordinanza di chiusura firmata dal sindaco Filippo Nogarin aggiungendo anche una nota di rammarico nei suoi confronti: «Filippo mi aveva promesso di essere presente oggi, ma ancora una volta è assente. E' stato presente, dice lui, nella burocrazia. Non voglio dare meriti, né demeriti a nessuno. Il Signore sa».
A causa della pioggia battente la cerimonia di riapertura è avvenuta dal di dentro di Santa Caterina così come la tradizionale benedizione dei ramoscelli di ulivo che il parroco, in occasione della Domenica delle Palme, avrebbe invece voluto impartire all'aperto: «Sette mesi fa eravamo sul sagrato. Oggi non ci siamo potuti stare, il Signore ci ha risparmiato anche questo. Ma dopo sette mesi siamo di nuovo in casa nostra e la comunità ha continuato a svolgere le sue attività, i bambini hanno continuato ad avere il loro catechismo puntualmente. La comunità ha avuto la sua messa quotidiana e festiva».
L'opera di messa in sicurezza che ha permesso di revocare l'ordinanza di chiusura è consistita nel montaggio di una rete di protezione subito sotto la vasta cupola affrescata per arrestare l'eventuale caduta al suolo di frammenti d'intonaco. Un intervento sul quale non è mancato il commento del parroco: «Questi sono i lavori che bisognava fare. Mettere la rete per prendere un po' di acciughe. E poi questa bellissima croce in ferro battuto di duecentottanta chili». Il riferimento è alla grossa croce greca in metallo situata al centro della rete per tenerla in tensione. Nel frattempo proseguono i lavori di restauro ad una delle vele della vasta cupola e per questo una intera parete della chiesa, quella rivolta al Fosso Reale e contenente il grande organo a canne, è tuttora racchiusa da un'impalcatura da cima a fondo. Sono stati invece completati i lavori all'altare ed è in fase avanzata il ripristino del basamento delle colonne deteriorato dall'umidità. Non solo: dopo la statua lignea del “Gesù della Pietà” è stata restaurata anche la “Madonna addolorata”, mentre sono in via di recupero anche il “Gesù con la croce” e l'effige di Santa Caterina : «Da oggi – conclude don Michele - la chiesa è aperta e lo sarà anche nelle ore calde ovvero dalle dodici alle quindici quando cioè i turisti a Livorno vagano per la città cercando qualsiasi cosa e trovano niente». —
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