Gioco
Petali dal mondo: spunta l’Arcobaleno sulla dinastia dei fiori tra tradizioni e novità
Livorno, tutto cominciò nel 1954 con mamma Lia Franca Spagnoli poi la figlia Monica continua l’arte di famiglia con Cecilia e Stefano
LIVORNO. Passato e presente. Ricordi e futuro. L’arte del saper fare da generazioni con la forza delle novità. “L’Arcobaleno” è là dentro. Fiori, piante, creazioni. E’ un’esplosione di profumi e colori che arriva da lontano. Da quella baracchina dei fiori costruita nel 1954 in via delle Sorgenti da babbo Mario Regoli, con le sue mani, per la moglie Lia Franca Spagnoli. «Tutto è cominciato da lì, dalla passione e dall’arte che aveva mamma Lia Franca: è da lei che ho imparato quello che oggi è il mio lavoro e quello di mia figlia Cecilia», è orgogliosa della sua storia Monica Regoli che insieme alla figlia Cecilia Del Nista sono le artiste fioriste dell’attività di viale Alfieri.
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Un’attività alla terza generazione che non può fare a meno del fiuto e dell’esperienza di babbo Stefano Del Nista, che lavora nei fiori da 30 anni, dopo aver conosciuto la moglie Monica. Sono 65 anni di vita vissuta tra i fiori per l’attività prima alle Sorgenti, poi in via Donnini, via Garibaldi e viale Alfieri. Un viaggio nel tempo e nell’eccellenza che Il Tirreno racconta grazie all’iniziativa “I negozi della nostra storia” organizzata dal giornale della città con Confcommercio. Sono gli aneddoti di ieri a raccontare quello che oggi è diventato il negozio che sta aperto sette giorni su sette, senza sosta. «Perché il commercio oggi chiede questo», ribadisce babbo Stefano. Ne è convinto lui che, come il suocero Mario Regoli, col tempo sono diventati i pilastri dell’attività. «Mio padre Mario negli anni ’70, con la crisi dell’edilizia, andò a lavorare con mia mamma – srotola il filo della memoria Monica Regoli – E come mio marito sono diventati pilastro dell’attività, nel loro ruolo».
Il ruolo di Monica «è indispensabile, ci scherza su il marito Stefano Del Nista per ribadire quanto Monica, insieme e alla figlia 29enne Cecilia, siano l’anima del negozio. «Avevo 13 anni quando sono andata a lavorare con la mia mamma – ricorda Regoli – Da quanto c’era da fare avevamo allestito nel retrobottega una piccola cucina e avevamo messo dei letti a castello». L’arte dei fiori in famiglia è nel dna. «In mezzo alle piante e ai fiori mi sento a mio agio».
Mamma Lia Franca non c’è più. I ricordi, Monica Regoli, li regala a babbo Mario che oggi ha più di 80 anni e va spesso al negozio. «Il mio fiore preferito, sin da bambina, è sempre stato il mughetto: me li regalava mio padre». La figlia Cecilia del Nista che oggi ha le redini del negozio di viale Alfieri, annuisce. Lei è il jolly. Sta imparando dalla mamma e dal padre. «Oggi è fondamentale aggiornarsi – dicono – qui facciamo corsi di specializzazione sia in Italia che all’estero: cambiano i gusti, cambiano le modo e bisogna sempre essere aggiornati». Senza contare che dall’ Arcobaleno di viale Alfieri, almeno 2 o 3 volte all’anno si va in Olanda a fare rifornimento di tutte le novità. «Siamo stati i primi ad avere le orchidee giganti, le piante sospese, le orchidee con colori insoliti». Niente grossisti per l’attività dell’Arcobaleno: «Le piante si comprano sempre da grandi aziende produttrici, oppure andiamo direttamente in Olanda e abbiamo un broker che fa da tramite tra noi e l’Olanda», sottolinea Stefano Del Nista.
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Il suo compito è quello di occuparsi, appunto, degli acquisti. E fa una riflessione sull’importanza di sapere le lingue. «Qui vengono molti stranieri». E all’Arcobaleno possono andarsi a scegliere piante e fiori anche i disabili. Lo sottolinea con orgoglio la regina dei fiori Monica Regoli: «Quando ho aperto questo negozio la prima cosa che feci fare è uno scivolo per i portatori di handicap per dare la possibilità a tutti di venire». Stefano Del Nista chiude con una battuta: «Nonostante il lavoro che facciamo ho sempre regalato fiori a Monica».
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