Il Tirreno

Livorno

La serenità della donna è più garantita in ospedale

Pasquale cognetta ; *segretario Fimmg

La percezione del rischio del parto a casa è stata alta 

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l’intervento/2

Pasquale cognetta

Caro Antonelli, ti ringrazio per la replica alla mia lettera, ma non ne condivido alcune frasi. Avrei potuto risponderti privatamente, ma preferisco affidare al giornale alcune considerazioni sull’argomento, sperando anche che qualcuno, soprattutto qualche donna, esprima il suo parere. Tu dici che di fronte ad una donna con gravidanza a termine e presenza di contrazioni preparatorie, se non c’ è dilatazione del collo uterino è opportuno rimandarla a casa, perché il parto potrebbe avvenire dopo diversi giorni e un’ ospedalizzazione precoce aumenta la possibilità di taglio cesareo. Sono a conoscenza delle statistiche, ma trovo singolare che questa affermazione venga non da un’ autorità regolatoria o dalla comunità scientifica, ma da un primario ospedaliero “in trincea” di fronte a situazioni spesso difficili, e che il rimedio sia evitare il ricovero, anche sotto forma di una breve osservazione clinica, quasi si trattasse di un rischio anzi che di una tutela. In ogni caso la donna andrebbe allertata sulla possibilità di un parto molto rapido, specialmente in presenza di elementi anamnestici e clinici. Siamo felici di sapere che Anna e suo figlio non hanno corso rischi, ma ti garantisco che la percezione di un rischio è stata molto intensa. Condivido quanto dici sulla ricerca della serenità per la donna, ma non vedo perché essa non possa essere garantita anche in ospedale.

*segretario Fimmg

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