Sicurezza
I donatori di sangue devono restare anonimi
L’INTERVENTO/1
Silvano Mazzoni
Un atto che oltrapassa il giusto. Mi riferisco all’evento avvenuto due settimane fa al Centro Trasfusionale del nostro nosocomio, quando un folto gruppo di donatori di sangue con gruppo sanguigno e Rh specifici sono stati sottoposti ad un prelievo. Iniziativa lodevole, solo che il finale ha guastato tutto, perché è finita con una foto di gruppo e con tanto di nomi e cognomi dei donatori in didascalia che Il Tirreno ha regolarmente pubblicato. Questo era da fare!
Debbo ricordare a tutti che l’articolo 1 comma 1 del nostro Statuto recita: “Il dono del sangue e dei suoi derivati deve essere esercitato nel più assoluto anonimato”.
Ma c’è di più in questo concetto principale: il volontario Avis è un operatore della salute e il suo intervento deve essere tutelato in ogni minimo particolare per quanto riguarda la propria salute e la sua immagine.
Questo basilare principio è stato letteralmente calpestato, disconoscendo così il nostro codice deontologico.
Penso, anzi credo, che qualcuno dovrebbe porgere le proprie scuse verso i donatori che si attengono scrupolosamente alle norme e alla pubblica opinione che ne hanno il diritto.
*ex presidente Avis
Livorno
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