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intervista

Protti: «Faremo una grande partita»

Fabrizio Pucci
Protti: «Faremo una grande partita»

Torna a parlare Igor alla vigilia di un vero spareggio. «Dopo 5 mesi di rincorsa, un calo ci stava. Ora serve la nuova svolta»

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LIVORNO. Tutti in piedi: parla Igor Protti. Il 22 maggio saranno 14 anni dal suo addio al calcio giocato, ma ora come allora il suo esemplare atteggiamento combattivo tocca il livello massimo soprattutto nei momenti delicati. E questo è complicatissimo: «Lo sapete – dice – che parlo solo quando siamo in difficoltà. Speravo di poter tacere fino al termine del campionato, e invece...».
Siamo con l'acqua alla gola. Perché?
«Perché questi ragazzi hanno tirato per cinque mesi ed è fisiologico che abbiano accusato una lieve flessione mentale e fisica. Il guaio è che questo calo è coinciso con tre partite in una settimana che hanno prodotto tre sconfitte, due soli gol segnati d cui uno su rigore e dieci subiti e tutto questo ha avuto i suoi effetti sulla classifica».
Che idea si è fatto di quelle tre partite?
«La sconfitta di Perugia mi ha ricordato quella di Spezia. Contro la Cremonese avremmo meritato molto di più perché con Raicevic e Murilo creammo molte occasioni. E poi sull'1-2 c'era un rigore netto per noi. Non ci fu concesso e nell'azione seguente loro segnarono il 3-1».
E il poker di Cittadella come lo spiega?
«Non è spiegabile e non è accettabile. Si va in campo e si lotta per 95' a prescindere da come va la partita. In campo non bisogna mai farsi prendere dallo scoramento, non si deve mai perdere la propria identità. Nel calcio si gioca con gambe, cuore e cervello. Bisogna dosarli a seconda dei momenti. Se manca questa lettura si fa fatica».
Non è la prima volta che il Livorno annaspa quest'anno. Analogie con il passato ce ne sono?
«Sì, ma ora la situazione è più complicata perché mancano appena 6 partite alla fine per cui il margine di errore è ridotto. Abbiamo tre scontri diretti e tre sfide contro avversarie che lottano la promozione. Lunedì affrontiamo la capolista, la più forte di tutte. Sono però convinto che i ragazzi faranno una grande partita e che possiamo tirarci fuori».
In questi giorni al campo ha visto le avvisaglie di una reazione?
«Ho visto l'intensità di sempre e meno spensieratezza. C'è un pizzico di paura, ma non credo che quella sia un'emozione negativa in senso assoluto. A volte la paura serve all'animale perché è grazie a lei che si salva. C'è un altro aspetto che ritengo fondamentale».
Quale?
«Ho letto le dichiarazioni rilasciate dopo Cittadella da alcuni nostri giocatori esperti (Diamanti e Valiani ndc). Hanno capito che una prestazione così non è accettabile. Ecco. Adesso i più giovani devono affidarsi agli anziani del gruppo».
Questa squadra ha gli attributi per uscirne dal tunnel?
«In alcune partite ha mostrato di averli. Vorrei tornare indietro alla partita con la Salernitana che per me è stata “la partita”. Nel finale c'era gente esausta, ma tutti dettero il massimo. Ho visto giocatori esultare per una diagonale fatta. Voglio rivedere quel Livorno».
Le punte non segnano quasi mai. Che consigli dà?
«Parlo molto con i nostri attaccanti. Devono trovare soluzioni alternative al loro modo di giocare. Capisco che è difficile, ma devono cambiare qualcosa. Anche io una volta (non qui) rimasi a secco per settimane. Poi segnai un gol semplicissimo e mi sbloccai. Quel giorno ne feci tre».
Il suo futuro? E' ancora convinto di lasciare?
«Il mio futuro è lunedì, Livorno-Brescia. Non riesco ad andare oltre. Al massimo mi spingo all'11 maggio e al prosieguo della stagione se dovessimo utilizzare la porta di servizio dei playout per salvarci».
Le questioni societarie – dirigenti che vanno e vengono - pesano?
«Dobbiamo pensare solo al campo e a giocare: zero alibi. I giocatori in campo devono mettere tutto e come ho detto i giovani devono seguire l'esempio degli anziani. Devono pensare che il resto è tutto perfetto e chiudere il campionato senza rimpianti e rimorsi, guardarsi allo specchio a maggio e pensare che hanno dato tutto e sempre. E' una questione di rispetto della maglia, dei tifosi, della società e di loro stessi».
Se Breda non vince forse salta...
«Parlo solo di ciò su cui posso incidere. Dobbiamo fare in modo che questo non avvenga».
Le pare in confusione?
«No. Se Roberto mi coinvolge, posso dire la mia altrimenti vige, come è giusto che sia, la sua totale autonomia».
Spinelli aveva annunciato di venire a un allenamento, ma non si è visto...
«Sarà stata trattenuto a Genova da impegni lavorativi, ma giochiamo lunedì per cui è ancora in tempo».
La quota salvezza?
«Dicevamo 42, ma per noi sarà difficile arrivarci. E poi quei 42 possono diventare 40. Dipende dai risultati di ogni giornata». —
 

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