Gioco
«Mi hanno tolto anche lo spazio per scaricare Poi parlano di turismo...»
Il gestore del Gran Duca contro il Comune: «I clienti scappano, ho 40 persone che lavorano per me, così rischiano di farci chiudere»
livorno. «Da due mesi pago le multe dei clienti sulle strisce blu. E ora è sparito anche il carico/scarico e hanno fatto mettere i paletti per delimitare il marciapiede tutto intorno all’albergo, dove prima c’erano altri posti auto. Così è un accanimento...». È un fiume in piena Giovanni Vignoli, padre di Gianni (il presidente degli albergatori della Confcommercio) e da sempre gestore del Gran Duca, l’hotel che con le sue finestre affacciate direttamente sui Quattro Mori guarda negli occhi il Pentagono e il porto.
«Questa amministrazione grillina – scuote la testa – parla tanto di turismo, ma lo nega allo stesso tempo». La goccia nel suo caso è stata l’entrata in funzione dei parcheggi blu nella zona a lettera E, in particolare nell’area di via Fiume. «Tra hotel e residence – racconta – io ho 80 camere, senza contare maestranze e fornitori. Ho sempre pagato al Comune una quarantina di permessi per fare arrivare i clienti all’albergo, visto che siamo in Ztl. Prima costavano 30 euro l’uno, quindi spendevo circa 1.200 euro all’anno. Ora per gli stessi permessi servono 6mila euro. Il punto è che prima questi pass erano un po’ come le lettere dei residenti e i clienti riuscivano a parcheggiare, ora con le strisce blu è un dramma...». Prendiamo l’esempio di piazza del Pamiglione e dei posti blu davanti all’hotel: anche con il pass, la sosta costa 1.50 euro la prima ora, 2 euro la seconda, 3 euro la terza e così via, dalle 8 alle 22.
«Ho clienti – riprende l’albergatore – che qui ci vivono anche per lunghi periodi: dirigenti di enti pubblici, dipendenti del gasdotto, marittimi. È come se queste persone fossero residenti: residenti di riguardo, ospiti della città, che per stare a Livorno pagano anche 2 euro al giorno di tassa di soggiorno. Si parla tanto di turismo, questo cos’è? Ho chiesto all’amministrazione a Cinque Stelle che quei pass che paghiamo 150 euro l’uno valgano come le lettere dei residenti. Perché così non si può andare avanti: o paghiamo le multe o paghiamo il parcheggio, vuol dire perdere fior fiore di clienti, capisce...?». E si mette a sfogliare qualche recensione scritta sui principali motori di ricerca: «Guardi, guardi cosa dicono i clienti, si lamentano del parcheggio».
Mentre sembra non essersi ancora chiusa del tutto la storia infinita (diventata guerra davanti al Tar) del parcheggio sotterraneo privato che il Gran Duca voleva realizzare sotto piazza del Pamiglione, l’imprenditore sta andando a caccia di garage privati nella zona dove sistemare le auto dei clienti. «Ma tutto questo mi sta portando a una rimessa tale da rischiare di chiudere o vendere a causa del loro comportamento. Lo sanno che qui lavorano 40 persone? È un incubo. Tra poco iniziano ad arrivare anche le persone dirette alle isole. L’ho detto all’assessore Alessandro Aurigi che è venuto a far mettere i paletti intorno al marciapiede, non si sa bene autorizzati da chi: guardi che le macchine esistono, da qualche parte vanno messe...».
I due spazi che l’hotel usava per il carico e lo scarico non ci sono più. «Non sappiamo dove far fermare i mezzi senza rischiare la multa. E hanno fatto anche mettere dei massi di cemento là davanti per impedire che si fermino i pullman. Lo ripeto, così è un accanimento. Siamo finiti dalla padella nella brace». —
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