Il Tirreno

Livorno

Via Grande: gres o palladiana? Il confronto è acceso

Flavio Lombardi
Via Grande: gres o palladiana? Il confronto è acceso

Livorno, un centinaio di persone all’incontro organizzato dal Comune. La giunta va avanti: «La pavimentazione è distrutta, le precedenti amministrazioni...»

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LIVORNO. Un investimento da 1,15 milioni per il primo lotto che va da Piazza della Repubblica a piazza Grande (denominato lato est) per il rifacimento della pavimentazione, sostituendo quella “a palladiana” con un gres. Il secondo lotto, quello inserito nel piano triennale 2019-21 che riguarda il tratto che da Piazza Grande arriva in Piazza Colonnella (chiamato lato ovest) vedrà anch’esso la sostituzione del pavimento ma anche la nuova illuminazione degli interi 720 metri della strada che collega il “Voltone” con l’affaccio sul Porto Mediceo. Una previsione di altri 1,9 milioni con i vecchi lampadari messi nei magazzini comunali attualmente alla ex Pirelli.

Un dibattito molto partecipato quello vissuto ieri pomeriggio al Cisternino di Città, moderato dalla vice sindaca Stella Sorgente e nel quale l’assessore ai lavori pubblici Alessandro Aurigi , il tecnico progettista del Comune Claudio Filippelli ed il progettista Luca Barsotti, hanno illustrato attraverso alcune slide la condizione attuale della via Grande e come verrà dopo il maquillage. Sala piena in ogni ordine di posto - quasi 100 persone - ed un fronte per nulla unico. Chi è favorevole, chi è contrario. Ivano Falchini è un architetto e tuona: «Non si può intervenire, fanno compilare un questionario e poi parlano solo loro. Hanno già deciso e credo sia molta dura che tornino sui loro passi, i lavori cominceranno a metà giugno con la nuova amministrazione. Spero che in qualche maniera si possa convincere la ditta che vincerà l’appalto a fare un altro tipo di lavoro e restaurare la “palladiana”. I prezzi non sarebbero superiori a ciò che si spende per uno scempio».

C’è chi sostiene che in teoria ci potrebbe anche essere il modo di annullare il bando di gara attraverso delle clausole di salvaguardia che certamente sono sul contratto . La platea ascolta, in certi momenti c’è frizione perché c’è chi vorrebbe intervenire. Le parole finali di Aurigi, pesano come un macigno, in un clima che in certi momenti ha evidenziato come ormai si sia in campagna elettorale, anche per la presenza di Ina Dhimgjini e Barbara La Comba, candidate sindache (e dopo un po’ se ne andranno). «Mi parlate di identità – ha detto Aurigi – io invece rilevo che questa si vede da cosa resta della “palladiana”: una identità distrutta. Nessuno ha mai fatto pressione alle precedenti amministrazioni. E prima dove eravate? Noi stiamo rimediando alle magagne e le macerie trovate».

Una risposta a Sandra Bonaretti, che aveva dissentito dall’opinione di un’altra signora: «Ho sentito dire che non siamo a Firenze. Quel pavimento è materia, è una cosa viva e sarebbe come dire che siccome non abbiamo il patrimonio artistico e la storia di Firenze, ogni sfregio è consentito. Qui volete mettere una pianta finta al posto di una vera. E’ di plastica, è sempre bella, non ha bisogno di manutenzione».. Si discute, ci si accende. I tecnici ma anche l’assessore raccontano di rilievi e studi fatti che suggeriscono un 13% in ottime condizioni, il 60% un po’ degradato (ma sicuramente restaurabile, ndc) ed il 27% in condizioni disperate o addirittura inesistente perché ormai sostituito con gettate in cemento, ricordi di lavori ai sottoservizi dei condomini. Un residente si alza e, d’accordo con il nuovo corso, auspica che se ne approfitti per invitare tutti gli amministratori a controllare, prima della posa del gres, le tubazioni ed eventualmente sostituirle, per non trovarsi in breve a rifare lavori. Aurigi prende appunti ed annuisce. Fra gli spettatori interessati, anche l’attore Emanuele Barresi. “Ci sono cresciuto in Via Grande e anche adesso mia madre ci risiede. Si vuol togliere quel che c’è piazzando una imitazione del travertino, roba da pavimenti per il bagno».

Giovanna Cepparello, consigliera di Futuro, parla di “dibattito surreale, hanno già deciso. E’ solo un atto di propaganda pre elettorale». Per Walter Terreni, l’intervento di riqualificazione è invece necessario. «Dagli anni ’90 si è interrotto un ciclo virtuoso nel rapporto comune-condomini - dice - Facevano lavori e arrivavano le toppe in cemento. Qualcuno già pensava che tanto quella pavimentazione non avesse un valore. Qui se ne parla come fosse una questione di Stato». Dunque sì alla sostituzione. Ma Daniele Menichini, presidente ordine degli architetti di Livorno sorride amaro. «Il dibattito è povero e non entra nel merito di certe questioni - afferma - Siamo contrari a questo progetto e soprattutto al metodo con cui è stato scelto di farlo questo progetto. Sarebbe stato bello un concorso internazionale di architetti. Ci avremmo guadagnato».

Maria Sinatti del comitato “Vivere il Centro” attacca: «Questo è l’ultimo dei problemi, il pavimento che c’è è sdrucciolevole e io sono a favore del cambio. Parliamo invece dell’inquinamento atmosferico e acustico. Siamo l’unica città d’Europa che non ha una via pedonalizzata. Non si respira». E su quest’ultimo tema, si discuterà ancora di più. —

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