Italia
«Balletto dei tavoli, ma nessuna soluzione: ecco cosa ci aspetta»
Caso-Enriques, ci sono ancora 12 classi che non sanno ancora dove andranno a settembre... Il professor Sciuto sollecita la Provincia
intervento
Agli inizi di aprile si è tenuta in consiglio comunale, su iniziativa della VII commissione, una seduta pubblica sul problema dell'edilizia scolastica. Per la questione della succursale del liceo Enriques sono emersi due dati molto preoccupanti.
Il primo è l'intervento dell'ingegner Barbara Moradei, che, parlando a nome dell'amministrazione provinciale, ha assicurato che saranno fatti lavori molto impegnativi per mettere in sicurezza la sede di via Calafati e collocarvi la succursale dell'Enriques nell'arco di uno-due anni. Ora, lasciamo da parte il fatto che Moradei è la stessa funzionaria che all'incontro del 7 gennaio con una delegazione di alunni, genitori e docenti dell'Enriques aveva dichiarato che "Calafati è un chicco", pronto ad accogliere subito gli studenti dell'Enriques. Ciò che è davvero inquietante è che Moradei dia per certi i lavori e la riapertura dell'edificio di via Calafati prima del responso tecnico della ditta incaricata in questi giorni di fare una verifica sulla sua vulnerabilità sismica; quando è ormai chiaro che il principale punctum dolens di quella sede è la questione della stabilità strutturale, come emerge anche dalla frammentaria documentazione fornita dalla Provincia ai soggetti che nei mesi scorsi hanno fatto richiesta di accesso agli atti.
L'altro dato preoccupante è che a tre mesi dall'inizio della vicenda Enriques-Calafati l'amministrazione della presidente Marida Bessi continui a non trovare le dodici aule necessarie per garantire subito, a settembre, e in modo adeguato - senza improponibili numeri chiusi, compressioni dell'orario scolastico, "spezzatini" e così via - il diritto allo studio degli iscritti all'Enriques. Un'amministrazione pubblica degna di questo nome dovrebbe avere già da tempo un quadro chiaro della situazione e, in ogni caso avrebbe dovuto letteralmente correre per trovare al più presto una soluzione.
Assistiamo, invece, all'ennesima replica di uno spettacolo già visto: l'unica soluzione proposta continua a essere quella, impraticabile a medio termine, di via Calafati, mentre per le soluzioni alternative riparte il balletto dei "tavoli", degli "incontri interlocutori" ecc. Passa il tempo, ma la soluzione non si trova. Il che fa sorgere il sospetto che questa scandalosa prova di inefficienza amministrativa sia solo un escamotage per guadagnare tempo e arrivare a settembre, ancora una volta, in una situazione di emergenza. A quel punto la dirigente, i docenti, gli alunni e i genitori dell'Enriques saranno costretti a subire una delle arzigogolate soluzioni-ponte (rotazioni, orari compressi) che in questi mesi la Provincia, sorda alle obiezioni degli addetti ai lavori, ha ripetutamente tentato di imporre. Soluzioni che sono a costo zero per l'amministrazione di Marida Bessi, ma costosissime in termini di didattica e diritto allo studio per i ragazzi che studiano all'Enriques. Questo quadro è molto pessimistico, me ne rendo conto, ma il comportamento tenuto finora da questa amministrazione non lascia certo ben sperare.
Maurizio Sciuto
docente del liceo Enriques
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