Gioco
Salta la commissione sul caso Gonnelli i 5 Stelle decidono di non partecipare
L’annuncio nella seduta a porte chiuse Le opposizioni: «Muro di gomma M5S»
dietro le quinte
È saltata tra le polemiche la commissione richiesta da Futuro che ieri mattina avrebbe dovuto analizzare il caso di Leonardo Gonnelli, il dirigente ex capo della protezione civile che l’amministrazione comunale ha deciso di sospendere dopo avere acquisito la sentenza di condanna di Riccardo Stefanini.
«Questa mattina – hanno scritto ieri pomeriggio Marco Ruggeri (Pd), Andrea Raspanti (Futuro), Giuseppe Grillotti (Pap) e Monica Ria (Pd) – era prevista una seduta della prima commissione per permettere ai consiglieri di conoscere, a seguito delle notizie riportate dalla stampa, le ragioni della sospensione del dirigente Gonnelli. Trattandosi di argomenti che riguardano direttamente le persone, la commissione avrebbe dovuto tenersi a porte chiuse. Ma alla fine non si è tenuta». «In apertura – hanno ricostruito – il capogruppo grillino Marco Galigani ha letto una dichiarazione con cui ha annunciato la decisione della maggioranza di non partecipare ai lavori, di fatto facendo mancare il numero legale, pratica a cui ultimamente i consiglieri del Movimento 5 Stelle sono affezionati». «La dichiarazione dei 5 Stelle, agli atti della commissione, è chiaramente – a detta delle opposizioni – un maldestro tentativo di non affrontare il problema, un modo di fuggire dalle discussioni. Ci accusano di confondere il piano politico e quello amministrativo e lo fanno citando, tra l’altro, sentenze di condanna e documenti che erano esattamente quelli di cui volevamo conoscere i contenuti, lasciando intendere di essere già in possesso di questi atti. Come li hanno avuti?». «Il nostro intento – hanno sostenuto – era capire cosa è successo, ovviamente senza entrare nel merito del provvedimento disciplinare, ma fugando ogni dubbio sul fatto che questa sospensione possa essere in qualche modo strumentale alla linea difensiva del sindaco, indagato per l’alluvione».
«Purtroppo – hanno concluso – abbiamo sbattuto ancora una volta contro il muro di gomma di una maggioranza che usa i numeri per non discutere, proclama la trasparenza per dimostrarsi nei fatti l’amministrazione più restia a rendere noti atti e decisioni. Noi però non ci arrendiamo, abbiamo fatto accesso agli atti, le notizie che non abbiamo avuto oggi forse le avremo tra qualche settimana. Questo episodio, come la seduta sul Piano strutturale, ci dà il senso di un decadimento istituzionale figlio di un’amministrazione che è presa dalla necessità di sopravvivere. —
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