Sicurezza
«Il lucernario è magico»
Livornesi e non, tutti entusiasti del percorso proposto dalle Guide Labroniche. «Un teatro magnifico che testimonia la tradizione culturale della città»
LIVORNO. Andare a curiosare dietro le quinte e anche oltre, nel vero e proprio cuore di macchine e segreti, di un grande teatro come il Goldoni non capita tutti i giorni: è un’occasione da non perdere e difatti quando la settimana scorsa l’associazione Guide Labroniche ha pubblicato sulla propria pagina Facebook l’annuncio del tour domenicale i cento posti disponibili su quattro turni si sono esauriti in un batter d’occhio.
«Non è la prima volta che vengo al Goldoni – spiega Maria Cristina Campera – ma ero davvero curiosa di vedere come è fatto al suo interno».
La stessa curiosità che ha animato pure Giuseppina Maggio: «Ho voluto anch’io vedere il teatro dal di dentro, ma questo è solo uno della miriade di tesori che non conosciamo e che invece dovremmo conoscere». Se la veronese Andrea Costa è stata attratta principalmente dall’aspetto artistico («Vengo da una città d’arte e per me questo argomento è importantissimo»), per Alessandra Carlesi va sottolineata la particolarità strutturale del Goldoni: «Sono davvero curiosa di vedere il teatro dall’alto ed il il suo magnifico lucernario, una caratteristica che mi piacerebbe fosse sfruttata di più magari organizzando delle matinée».
Arriva poi da oltreoceano la testimonianza di Sergio Perotta, argentino di origine italiana e livornese d’adozione: «È un teatro magnifico ed un’iniziativa come questa è molto importante perché Livorno ha una tradizione culturale che talora non viene tenuta nel debito conto. Iniziative come questa permettono di conoscere sia il teatro in sé, ma pure la dimensione culturale della Livorno che fu e che dovrebbe ancora essere».Insomma la visita guidata nel Goldoni “segreto” dovrebbe certamente costituire uno dei punti cardine per la scoperta (o la riscoperta) dei tanti luoghi d’interesse presenti nella nostra città, per i turisti e per i livornesi. Un vero monumento da scoprire meglio per chi già lo conosce e da far conoscere a chi magari non ci ha mai messo piede. La pensa così Michele Gonnella: «Livorno ha tante particolarità da esplorare e questo è un buon modo per approfondire sia a livello storico che culturale. Siamo pieni zeppi di cose interessanti e queste iniziative andrebbero moltiplicate. Perciò non solo al Goldoni, ma pensiamo, ad esempio, anche al Mercato Coperto oppure ai cimiteri delle Nazioni».”
E ogni tappa della visita incanta i partecipanti. Intrigati anche dalle curiosità apparentemente più “leggere”: guardando sui muri adiacenti alla torre scenica per esempio ci si può divertire a leggere un fiorire di scritte lasciate nei decenni a futura memoria dalle maestranze, ma pure dalle compagnie teatrali arrivate sin lassù, tracciando disegnini e scribacchiando sonetti e battute (qualcuna un po’salace), oltre a varie dediche ad Igor Protti.
«Anche queste sono testimonianze, danno l’idea che il teatro vive e da tanto tempo» commentano nel gruppo. A fine visita la “chicca” di casa Mascagni suscita altre inaspettate emozioni. Nelle stanze dedicate al maestro sono infatti stati raccolti vari cimeli fra i quali la sua tenuta da Accademico d’Italia, le onorificenze, la stecca da biliardo, la bacchetta da direttore d’orchestra ed anche un arpicordo, un antico strumento risalente al XVI secolo, della sua collezione personale. —
R.R.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google