Il Tirreno

Livorno

via de lardarel 

Spaccano il lunotto dell’auto ferma al “rosso” e rubano tutti gli orologi

Stefano Taglione
Spaccano il lunotto dell’auto ferma al “rosso” e rubano tutti gli orologi

Livorno, i due ladri hanno inseguito il rappresentante su una moto e dopo aver preso la valigia sono fuggiti: «Dentro merce per qualche migliaio di euro»

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LIVORNO. Quasi sicuramente sapevano chi era e lo stavano seguendo per derubarlo. Perché una volta imbottigliato nel traffico di via de Lardarel, con il semaforo rosso acceso, uno dei ladri è sceso dalla moto e gli ha spaccato il lunotto dell’auto, fuggendo insieme a un complice con una valigia piena di orologi da esposizione dal valore di qualche migliaio di euro.. «Scena da film» di fronte al tribunale civile, verso le 11 di ieri mattina, per dirla con le parole di alcuni testimoni che hanno assistito al furto. Un colpo forse studiato a lungo, con la macchina ancora in moto, in attesa di immettersi su viale Carducci. Vittima un rappresentante di orologi di 40 anni, Paolo Zappa. Il professionista, originario di Monza, abita a Siena. Era partito proprio dalla Città del Palio, ieri, per incontrare alcuni suoi clienti a Livorno. Ma alle 11, di fronte al palazzo di giustizia, un uomo con il casco integrale scende da una moto e con un attrezzo metallico gli sfonda il lunotto mentre è in fila al semaforo, rubandogli la valigia piena di orologi. Zappa era appena uscito da un’oreficeria di via Grande. Ha parlato con gli agenti della polizia di Stato, subito intervenuti dopo le numerose chiamate arrivate dai passanti. Moltissime le persone che hanno assistito al furto in pieno giorno, in una zona molto trafficata di Livorno.

«Se mi hanno seguito? Credo di sì, ma non possono esserne certo – ipotizza il venditore di orologi, che lavora per un noto marchio del Nord Italia – visto che io non mi sono accorto di nulla. Ho sentito il forte rumore provenire dal retro dell’auto. Penso che abbia rotto il lunotto con un oggetto metallico. Non a mani nude, anche perché è duro».

Zappa è rimasto impalato. Ricorda solo che il ladro, dopo aver mandato in frantumi il vetro posteriore e preso la valigia, è montato su una moto (quasi sicuramente la stessa da cui era sceso) guidata da un complice. Forse era scura e di grossa cilindrata. Ma il professionista – che ieri pomeriggio, verso le 16, ha denunciato tutto in questura – non può esserne certo. Immediate le ricerche del mezzo a due ruote, con la Squadra mobile al lavoro per le indagini. «Io faccio il rappresentante in tutta la Toscana, a Livorno non mi era mai successo niente di simile – dice – Qualcosa a Firenze, tanti anni fa, ma non così. È capitato anche ad alcuni colleghi: non sarò il primo, né l’ultimo. Quando fai un lavoro come il mio, lo puoi anche mettere in conto. Dentro la valigia c’erano alcuni orologi di valore, non altissimo, perché era un campionario da esposizione».

Il bottino si aggira su qualche migliaio di euro, con Zappa che non sa quantificarlo con esattezza. Niente a che vedere – seppure possa in qualche modo ricordarlo – con l’episodio accaduto il 7 marzo sul viale Italia, all’ora di pranzo, quando un rappresentante di preziosi – il carrarese Aldo Licheri, che vive a Borgo a Buggiano, in provincia di Pistoia – mentre mangiava un panino è stato affiancato da due persone in moto, una delle quali gli ha spaccato il finestrino puntandogli un taglierino alla gola. Una rapina, e non un furto come in questo caso, molto più ingente: nella valigia c’erano tre chili di oro, l’equivalente di 110mila euro. Ma anche in quel caso, Licheri, fu seguito come Zappa. Dai ladri di preziosi. —

 

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