Il Tirreno

Livorno

Rilancio di Villa Carmignani si tenta la carta dell’affitto

Lucia Aterini
Rilancio di Villa Carmignani si tenta la carta dell’affitto

Collesalvetti, la Cassa forense, che di recente ha anche ristrutturato l’immobile ottocentesco, è alla ricerca di un inquilino per sfruttare il bene in accordo con il Comune

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COLLESALVETTI. Ristrutturata ma vuota quasi tutto l’anno. Una residenza di campagna di una famiglia importante di Pisa, i Carmignani, a cui si spera di dare una nuova vita. Questo grazie alla volontà dei proprietari, la Cassa forense, di darla in affitto. Una casa padronale con un cinema all’interno, una pinacoteca, una chiesa sconsacrata, una limonaia, una casa colonica e un parco di dieci ettari. Queste sono le principali ricchezze che fanno parte del bene.

Siamo in via Garibaldi, alla fine del centro di Collesalvetti lungo la strada che porta a Fauglia. La Cassa nazionale di assistenza e previdenza forense ha pubblicato “un avviso per manifestazioni di interesse” alla locazione della villa dopo alcuni anni in cui i tentativi di utilizzarla sono finiti nel nulla. Tutto questo se si eccettuano alcuni convegni e seminari realizzati con il Comune, con associazioni, come l’Avis, e aziende quali la Coop. Ma la destinazione, secondo anche l’atto di donazione che venne fatto dalla famiglia proprietaria, dovrà essere sempre non abitativa, solo per attività che abbiano finalità di interesse sociale, formativo o culturale. Il tentativo della proprietà è quello di valorizzare la Villa in un'ottica di sostenibilità e integrazione col territorio.

I termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse scadranno il prossimo 31 maggio. La durata della locazione è di sei anni rinnovabili per altri sei. «Ferma restando la valutazione da parte della Cassa forense, di concerto con il Comune di Collesalvetti, circa l’idoneità dell’attività esercitata dal soggetto interessato alla potenziale locazione del complesso immobiliare in questione, ai fini dell’individuazione del soggetto con il quale procedere alla stipula del contratto di locazione - si spiega nell’avviso della Cassa forense - verrà preso in considerazione l’importo del canone di locazione annuo offerto, che non potrà, in ogni caso, essere inferiore a 65.000 euro l’anno oltre agli oneri accessori ed alle spese di manutenzione ordinaria, allo stato valutabili di massima in 25.000 euro sempre annui».

Il complesso è di particolare pregio, tra l’altro ha avuto anche un riconoscimento da parte dell’Unesco. Le prime informazioni sulla Villa sono dell’inizio dell’Ottocento quando venne costruito dalla famiglia Carmignani, originaria di Pisa. La destinazione dell’immobile era come residenza di campagna e così è stato per la famiglia fino al periodo turbolento della seconda guerra mondiale. Infatti già nel 1943 venne requisita dal regime fascista per trasferirvi la Regia Conservatoria delle ipoteche di Livorno “onde sottrarre detto ufficio ad eventuali distruzioni per incursioni nemiche”. Dopo l’armistizio, nella Villa si insediarono i tedeschi utilizzandola come posta militare. Al centro del parco fu installata un’officina.

«Venne poi il turno degli alleati - si legge nella descrizione storica - che la usarono per l’acquartieramento delle truppe e i soldati ci rimasero per oltre un anno». Alla fine di questo periodo tutte le finestre erano rimaste senza vetri, gli impianti elettrici erano scomparsi e una parte degli alberi del parco erano stati tagliati per riscaldare le truppe».

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