Gioco
Dal comandante dei vigili ai tecnici: il Comune apre la selezione tra enti
Polemica del Pd: «Mossa degna della peggior politica, dovevano aspettare giugno». Martini: «È solo la legge»
livorno. È stato pubblicato sul sito del Comune un avviso di selezione per mobilità volontaria che riguarda un centinaio di figure professionali, tra dirigenti, ingegneri, tecnici, insegnanti (scadenza 26 aprile). Attenzione: non si tratta di un bando di concorso aperto a tutti per altrettanti posti, ma di un avviso di selezione per mobilità volontaria riservato al personale a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni. Scorrendo l’elenco delle figure richieste si scopre però che sono in vista anche cambi delicati, come quello del comandante della polizia municipale (per pensionamento). Così, in campagna elettorale, scoppiano le polemiche.
A sollevarle è il segretario del Pd, Rocco Garufo. «A due mesi dal voto – attacca – la coppia Nogarin-Sorgente le prova tutte per rimanere in sella, ricorrendo a una mossa degna della peggiore vecchia politica: infornata di personale e scelta del nuovo capo dei vigili urbani, nel disprezzo delle istituzioni e del volere dell’elettorato. Il bando di concorso – il segretario Pd lo chiama così – prevede la selezione di 95 figure per il Comune, compresi tre dirigenti e la figura delicatissima del capo dei vigili. Nogarin e Sorgente hanno avuto 5 anni per rilanciare l’amministrazione, ma si riducono alle ultime settimane: perché? La sensazione è quella di assistere al crollo di un piccolo impero romano, dove si prova a portare a casa quel che si può. Un maggior rispetto per le istituzioni avrebbe dovuto consigliare il M5S di spostare il termine per la consegna delle domande a giugno, quando ci sarà il nuovo sindaco».
«Ma no, questo non è un concorsone, sono solo mobilità tra enti», spiega l’assessora Francesca Martini. Che si lascia scappare la battuta: «Si immagini, fosse stato un concorsone l’avremmo detto ai quattro venti, poter assumere tutte quelle persone...». «Queste – riprende – sono le mobilità tra enti che la legge impone di fare per vedere se prima di assumere non ci sono persone già impiegate nella pubblica amministrazione che vorrebbero venire a Livorno. I numeri sono quelli stimati nel fabbisogno». E «se devo proprio dire la mia, questa legge che ancora ci impone di fare la mobilità prima delle assunzioni rallenta in modo spropositato l’azione amministrativa». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
