Gioco
Rubano tutti i tablet e i pc di notte alle medie Mazzini
Livorno, colpo da migliaia di euro in via Tozzetti. I ladri sono entrati dalla finestra del bagno. La preside: «Conoscevano bene l’edificio, visto che sono andati a colpo sicuro»
LIVORNO. Con un pezzo di legno hanno forzato una finestra del bagno dei maschi, senza romperla. Poi, muovendosi come se conoscessero l’edificio a memoria, hanno rubato 13 tablet dalla vicepresidenza, un computer portatile dalla sala insegnanti e altri due laptop dalle classi. Colpo da migliaia di euro alla scuola media Mazzini di via Giovanni Targioni Tozzetti, a pochi metri dall’ospedale.
Secondo quanto ricostruito dal personale dell’istituto, i malviventi sono entrati nella notte fra martedì 2 e mercoledì 3 aprile, facendo scattare l’allarme acustico. Ma sono stati talmente rapidi da fuggire prima dell’arrivo dei Vigili giurati, il corpo di guardia impegnato nella sorveglianza dello stabile, giunti in pochissimi minuti con una pattuglia.
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I ladri, quasi sicuramente più di uno visto l’ammontare del furto e la pesantezza del materiale informatico sparito, dopo essere passati dalla finestra del pian terreno, hanno subito salito le scale puntando al cassetto con dentro le chiavi. Dove hanno preso quelle che girano la serratura della porta della vicepresidenza, stanza in cui erano contenuti i tablet che i docenti utilizzano per scrivere sul Registro elettronico. Poi si sono spostati in alcune classi e nella sala insegnanti, dalle quali hanno portato via altri tre portatili dal valore di qualche centinaio di euro l’uno. Si sarebbero “salvati” solo i computer delle prove Invalsi, secondo quanto emerge dall’istituto.
I malviventi sono andati a colpo sicuro, come ipotizza la stessa preside Anna Rita Baldi. Ma avrebbero anche avuto molta fortuna, dato che quella chiave solitamente viene nascosta in un posto diverso, non alla portata di tutti. L’ingresso della stanza della vicepreside, infatti, non risulta forzato: per entrare i ladri hanno usato sicuramente l’unica chiave che la apre. Quella lasciata nel cassetto, in mezzo a tutte le altre. Sapevano com’era fatta, insomma, e che porta potesse aprire.
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Ne è convinta la stessa dirigente scolastica, Anna Rita Baldi, che già nei giorni scorsi alle scuole primarie Puccini e Tartaruga – lei dirige anche l’istituto comprensivo Micheli-Bolognesi di Shangai, di cui i due plessi fanno parte, a differenza della Mazzini – ha dovuto fare i conti con l’ennesimo raid dei malviventi, che in quel caso, pur aprendo tutti gli armadietti e gli scaffali della cucina senza trovare niente di prezioso, hanno puntato solamente alle gettoniere delle due macchinette del caffè, svuotate dei pochi spiccioli rimasti all’interno.
«Qui alle Mazzini – dice la preside – chi ha rubato non è un disperato. Persone esperte, che sono andate a colpo sicuro: non me ne capacito. Così si danneggiano i ragazzi, la scuola e la città intera». Secondo i docenti e tutto il resto del personale della scuola, però, i colpevoli non sarebbero fra i ragazzi: forse altre persone che hanno avuto modo e tempo di informarsi bene, facendo sopralluoghi approfonditi per poi andare a colpo sicuro. Nessun sospetto, comunque, per la vicepreside, che ieri mattina è andata a fare denuncia alla caserma dei carabinieri. «Io ad agosto vado in pensione e a ottobre mi trasferisco in Australia – conclude la dirigente scolastica, Anna Rita Baldi – ma avrei preferito andare via in un altro modo, non certo con questa voglia che ho di lasciarmi alle spalle un Paese, l’Italia, che non riconosco più».
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