Il Tirreno

Livorno

Case popolari 

La morosità supera i 13 milioni al via azioni su 100 assegnatari

Matteo Scardigli

Il Comune trova un’intesa con Casalp per velocizzare i provvedimenti di sfratto dei morosi colpevoli: se non firmeranno un accordo andranno verso lo sgombero

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Massivo. L'assessore al sociale Leonardo Apolloni e la presidente di Casalp Vanessa Soriani annunciano la stipula di una convenzione per portare «un attacco massivo» alla problematica della morosità colpevole, che per Apolloni è «uno dei principali fattori dell'emergenza casa». I dati raccontano che al 31 dicembre 2108 la morosità nel pagamento del canone di locazione degli alloggi popolari ha raggiunto un importo complessivo superiore a 13 milioni e 775mila euro, relativo a 1.384 utenti con almeno sette mensilità non pagate (la legge fa scattare la decadenza dopo sei mensilità).

«Una tendenza a salire», come conferma il dirigente della società partecipata Stefano Baldanzi. Ecco perché il Comune ha deciso, in via sperimentale, di assegnare a Casalp l'istruttoria del provvedimento di sfratto.

«Abbiamo individuato cento “colpevolissimi” sui quali intervenire subito per spezzare il circolo vizioso», annuncia l'assessore. E la presidente spiega: «Con le ingiunzioni di recupero forzoso istituite nel biennio 2017-2018 abbiamo recuperato fino a 6 milioni di euro, anche perché finora si è sempre pensato che se non si paga l'affitto lo sfratto non arriva, ma oggi vogliamo mettere uno stop alla creazione di nuovo debito».

In cima alla lista non ci sono dunque i truffatori che si fingono poveri per avere un alloggio («il contrasto a questi casi c'è già e prosegue», precisa Soriani), ma persone che hanno diritto alla casa popolare e avrebbero i soldi per pagare l'affitto ma scelgono di non farlo. E i cento, dicono i due, sono soltanto l'inizio.

Individuati incrociando reddito imponibile, caratteristiche del nucleo familiare, ammontare del canone e totale delle mensilità insolute, verranno inseriti in una «graduatoria di colpevolezza», come la definisce la presidente.

Per i prossimi tre mesi, a gruppi di dieci, verranno messi di fronte a una scelta: saldare il debito entro 15 giorni (o sottoscrivere un piano di rientro), dimostrare criticità sconosciute a Casalp, oppure fare ricorso. Chi paga o avvia la rateizzazione sarà “perdonato” e potrà restare in casa, altrimenti dovrà lasciare l'immobile al termine della procedura di sgombero. Che fra tempi amministrativi e giudiziari «dura circa uno o due anni», riassume Soriani. Avviato il procedimento non ci sarà comunque più possibilità di tornare indietro.

Nessuna “punizione” tuttavia per chi trova i soldi sotto il materasso, mentre chi sottoscrive il piano ma poi sceglie di non pagare verrà messo “sotto osservazione”.

«La legge questo prevede», ribadiscono Apolloni e Soriani, la quale però assicura: «Casalp ha dovuto impegnare sulla morosità venti dipendenti, sottraendoli ad altre mansioni. Con questa iniziativa intendiamo cambiare il paradigma, dando un segnale forte perché tutti si mettano in regola; partendo da Livorno, per poi estendere la sperimentazione a tutti i comuni del Lode». —



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