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Seppie mai d’estate, ecco il Calendario del pescato secondo la stagione
La Regione promuove la riscossa dei pesci dimenticati che non vengono più acquistati. Al via bandi per 4 milioni di risorse destinate ai pescatori
LIVORNO. Oltre quattro sono i milioni a disposizione dei pescatori per rinnovare la flotta, diversificare l’attività con la vendita diretta, l’acquacoltura o per rinnovare le aree portuali. Più c’è il lancio del Calendario del pescato in Toscana per consumare il pesce secondo la stagione e indirizzare le scelte non su poche specie, come accade ora dove si acquistano solo 6 tipi, ma su un numero più ampio. Almeno 32 quanti sono quelli che figurano nel Calendario. Per arrivare, in un futuro, a 70 quanti sono quelli che vengono sbarcati.Sono queste le azioni messe in campo dalla Regione impegnata nella gestione delle risorse del Fondo europeo per la pesca (Feamp) che ha a disposizione fino al 2020 4 milioni e duecentomila euro per investimenti su profili diversi ma tutti nell’ottica di sostenere le piccole aziende di pesca.
La Regione ha già preparato i bandi, come ha spiegato il funzionario della Regione Giovanni Guarneri .Oltre ai finanziamenti regionali, allo Scoglio della Regina c’è stata la presentazione anche di un’altra azione che ha più di uno scopo: è il Calendario del pescato secondo la stagione che dovrebbe valorizzare il pesce dimenticato, cioé quelle specie tipo sugarelli, razze, pesce sciabola, muggine, acciuga, sardina, palamite che spesso non vengono vendute perché il consumatore non le conosce. Ma che hanno qualità di gusto e nutrizionali non indifferenti . E che possono sia sostenere l’attività del pescatore e preservare le risorse marine e la biodiversità perché alleggeriscono la pressione del prelievo su specie sovrasfruttate. In questo modo i pescatori potrebbero anche pescare meno riuscendo a vendere più prodotto con meno scarto. Il Calendario del pescato è stato realizzato dalla Regione e dal Cibm, il Consorzio per il centro universitario di biologia marina Bacci di Livorno.
«La diffusione di informazioni riguardo la stagionalità del pescato locale asseconda l’inclinazione del consumatore all’approfondimento - spiega il ricercatore del Cibm Paolo Sartor - e fornisce un contributo rispetto alle conoscenze di un ambiente fragile quale è il mare». Le 32 specie inserite nel Calendario, continua Sartor «sono state selezionate fra le principali a livello di riconoscibilità e rappresentano un’alternativa rispetto a quelle più presenti sui banconi. Per cui le seppie dovrebbero essere acquistate ora perché d’estate qui non ci sono, arrivano d’importazione. Oppure il rossetto viene pescato solo da novembre a marzo (in questo caso perché c’è un piano di gestione). E ancora la stagione migliore per il gambero rosso è l’estate perché questa specie viene pescata a oltre 500 metri di profondità. Di conseguenza le imbarcazione devono allontanarsi dalla costa. E lo possono fare più facilmente d’estate. «Il nostro l’obiettivo - ha concluso l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi - è quello di creare opportunità per un settore che ha difficoltà e che, per quanto riguarda il prodotto ittico pescato, vede una diminuzione. Nel 2000 in Toscana c’erano 890 battelli, ora siamo a 590 motopesca sia per l’erogazione dei premi per la demolizione che per l’abbandono progressivo del settore». Il calendario si può trovare sul sito della Regione Toscana al settore "Pesca".
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