Gioco
«Per i nostri pazienti sarebbe stato fuori mano»
«Quello dell’Ipercoop era un progetto faraonico: volevano 40 medici di famiglia, quasi la metà di quelli che operano a Livorno riuniti a Porta a Terra. Abbiamo espresso più volte a Giustarini e poi al sindaco la nostra contrarietà: per i pazienti sarebbe stato un problema arrivarci». Così Fabrizio Cosci, coordinatore della Aft2 (che riunisce i medici della zona centro) spiega la bocciatura definitiva alla Casa della Salute a Porta a Terra. «Attenzione però - aggiunge Cosci -: questo non significa che siamo contrari alle Case della Salute. Ma esse devono migliorare la rete territoriale».
«Era una sede inadeguata» anche per Pasquale Cognetta, segretario provinciale Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia. «Durante la plenaria con tutti i medici è stato chiesto a chi potesse interessare un ambulatorio là e non si è fatto avanti nessuno. Giustarini voleva fare un casermone di medici».
Enrico Bianchi, medico di famiglia e vicepresidente dell’Ars taglia corto: «Per Giustarini Porta a Terra era baricentrica, forse per chi sta a Pian di Rota, non in Borgo. E poi il costo per l’Asl sarebbe stato folle: 3.5 milioni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google