Gioco
«In questi due anni serviva più interlocuzione coi medici»
LIVORNO. «Prendo atto di questa decisione. Credo che la questione ormai possa definirsi chiusa: d’altra parte l’elemento fondamentale per realizzare una Casa della Salute è la presenza dei medici di famiglia».
Carlo Giustarini, ex direttore sanitario dell’Asl 6, attuale responsabile della sanità territoriale, aveva sostenuto con convinzione l’idea del sindaco Nogarin di creare una Casa della Salute alle Fonti del Corallo, una sorta di grande poliambulatorio pubblico attiguo alla Coop, sulla scorta di quanto - ad esempio - già esiste (e funziona) ad Empoli.
«Ci avevo creduto - ammette - ed ero convinto che potesse essere una formula vincente: spazi così ampi in una struttura frequentata tutti i giorni da migliaia di persone e per di più dotata di parcheggi gratuiti non si trovano così facilmente in città. E in poco tempo saremmo riusciti ad aprila - dice -. Sarebbe diventata il fulcro dell'organizzazione dell'assistenza territoriale a Livorno, unica per dimensioni in tutta la Toscana. Per me era anche baricentrica, visto che qui ci viene mezza Livorno. Per i medici di famiglia invece il problema era proprio legato alla posizione. Capisco anche il loro punto di vista e capisco che non era facile decidere di spostare gli ambulatori laggiù. Ma l’ipotesi che avevo suggerito loro era di tenere ancora il principale ambulatorio e aggiungerne uno a Porta a Terra». A fine 2017 Giustarini era stato investito dall’allora direttore generale dell’Asl Maria Teresa De Lauretis di verificare la fattibilità e studiare alternative tecniche all’ipotesi proposta dal sindaco. «Il compito mio e dell’Asl era prettamente tecnico», sottolinea. Poi riferendosi a Nogarin commenta: «Credo che qualcuno avrebbe dovuto fare un’opera di interlocuzione coi medici prima di arrivare a chiedere di andare a Porta a Terra e prendersi un no così».
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