Il Tirreno

Livorno

Il Comune sospende per tre mesi Gonnelli, dirigente ex capo di protezione civile

Juna Goti
Riccardo Stefanini, Filippo Nogarin e Leonardo Gonnelli a una iniziativa nel 2016
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Riccardo Stefanini, Filippo Nogarin e Leonardo Gonnelli a una iniziativa nel 2016

Livorno: la sanzione disciplinare è stata decisa dopo la condanna  di Stefanini. «Non ha impedito certi comportamenti»

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LIVORNO. L’atto a firma della dirigente del settore indirizzo, organizzazione e controllo del Comune, Paola Pampana, è stato consegnato il primo giorno di aprile al dirigente Leonardo Gonnelli e al suo avvocato Paolo Bassano: dice che da ieri l’ex capo della protezione civile, ormai da più di un anno e mezzo (dall’agosto del 2017) a capo del settore mobilità, è sospeso dal servizio per tre mesi. Non potrà lavorare in municipio fino a luglio e si vedrà congelare anche la retribuzione di risultato che spetta ai dirigenti. Perché?

Perché a una manciata di settimane dalle elezioni, quindi dalla fine del mandato amministrativo del Cinque Stelle Filippo Nogarin, il Comune ha deciso di dargli una pesante sanzione disciplinare dopo avere acquisito la sentenza del giudice per le indagini preliminari, Mario Profeta, che il 24 ottobre scorso ha condannato a quattro anni per peculato l’ex dipendente comunale e volto della protezione civile, Riccardo Stefanini, accusato di essersi portato a casa il cibo delle emergenze, di avere usato l’auto aziendale per fini personali e di avere fatto più volte carburante per sé con la carta di credito del municipio.

È bene evidenziarlo subito: quella sentenza niente ha a che fare con Gonnelli, che non è mai entrato nel procedimento penale a carico di Stefanini, se non per essere ascoltato, così come altri colleghi, come persona informata sui fatti.

Ma sulla base del lavoro fatto e delle testimonianze dei colleghi raccolte dai magistrati lungo quel percorso, i vertici del municipio ritengono che a carico di Gonnelli siano emerse «circostanze rilevanti sotto il profilo disciplinare», come si legge già nella lettera (protocollata il 4 dicembre scorso) con cui è stato avviato il procedimento interno.

Procedimento che due giorni fa, nonostante la memoria presentata dal dirigente e dal suo avvocato, è stato chiuso con la decisione durissima, la sospensione dal servizio per tre mesi.

A Gonnelli, che lavora in municipio da 31 anni e che per 11 ha diretto la protezione civile (dal 2006 all’agosto del 2017), i vertici del Comune oggi contestano in sostanza di avere fatto poco o niente per arginare i comportamenti di Stefanini quando era suo responsabile alla protezione civile.

Già nella lettera del 4 dicembre, in sei punti, gli contestano di non avere «intrapreso le dovute azioni di legge» nonostante «fosse a conoscenza delle condotte illecite di Stefanini» e di essersi «limitato» con lui ad un «colloquio per le vie brevi, fuori dall’ufficio». Nelle carte che accompagnano la sanzione disciplinare, sempre sulla base della sentenza di ottobre, viene citato in particolare un colloquio a quattr’occhi per avere spiegazioni che sarebbe avvenuto in giardino nell’estate 2016, dopo che altri dipendenti avevano informato Gonnelli della presenza sul Suv della protezione civile di una tanica per fare rifornimento di gasolio che in quel mezzo non avrebbe dovuto esserci.

A Gonnelli viene contestato di avere, dopo quell’episodio, tolto le carte per l’acquisto del carburante a Stefanini, salvo poi farle «di lì a poco rientrare nella disponibilità» del tecnico. E di avere «sollecitato il trasferimento» della dipendente definita «non collaborante» che aveva segnalato gli illeciti di Stefanini: segnalazione che aveva poi portato il sindaco Filippo Nogarin a fare un esposto in questura proprio pochi giorni prima della tragica alluvione del 10 settembre 2017, quando i vertici della protezione civile erano stati appena cambiati (alluvione che oggi vede ancora indagati per omicidio colposo plurimo sia Nogarin che il nuovo capo della protezione civile e comandante della polizia municipale Riccardo Pucciarelli).

Nelle carte sia dei magistrati che del Comune viene fatto notare che Stefanini era già stato condannato anni prima sempre per peculato, e che quindi l’attenzione di chi aveva la responsabilità di controllare avrebbe dovuto essere massima. La domanda però sorge spontanea: perché allora per anni dopo la prima condanna e per mesi anche dopo l’alluvione Stefanini ha continuato a mantenere un ruolo importante nel comparto operativo della protezione civile?

Sta di fatto che sulla base delle informazioni contenute nella sentenza di Stefanini, in Comune contestano a Gonnelli di avere violato il contratto dei dirigenti e il codice di comportamento dei dipendenti. E mentre l’ex capo della protezione civile prepara il ricorso davanti al giudice del lavoro, il sindaco ha affidato la guida della mobilità (tra ordinanze da firmare e stalli blu da finire) al dirigente Carlo Tamberi, già all’edilizia privata. 

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di Redazione web