Il Tirreno

Livorno

A Magrignano parte il porta a porta ma Aamps si dimentica una strada

Flavio Lombardi
A Magrignano parte il porta a porta ma Aamps si dimentica una strada

Livorno, gli abitanti di via dell’Uliveta: «Venivamo qui a buttare la spazzatura, ora che facciamo dei rifiuti?». Perplessi alcuni residenti: «Ci hanno dato i bidoni condominiali ma nelle strade private non vengono». La replica di Aamps

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LIVORNO.  Il porta a porta ha fatto l’esordio lunedì primo aprile anche nel Borgo di Magrignano. Da via Filippelli a via Mazzaccherini, via Romiti, Via Lomi, Via Natali, via Renucci, fino a via Lipizer. Tutto il comprensorio insomma, che si distingue col nome di pittori macchiaioli. L’azienda ha allestito un gazebo con un punto d’ascolto dedicato agli abitanti per raccogliere da loro problemi e suggerimenti, dopo il positivo esperimento di sabato con l’info point in via Filippelli, al quale si sono presentati oltre 50 residenti. Da lì era emersa la richiesta - che è stata accolta - di protrarre fino al 21 aprile la compresenza di cassonetti e bidoncini.

Ma le criticità del servizio di raccolta porta a porta restano e ieri in tanti hanno voluto evidenziarle: in diversi si sono lamentati della disposizione dei vecchi cassonetti, troppo vicini al corso d’acqua: «Dato che sono sempre pieni, ogni volta che c’è vento, la spazzatura finisce nel Rio Cigna. Con quale criterio li hanno messi lì?».

Tre signore vengono da via dell’Uliveta e sottopongono all’attenzione un problema. Valeria Ferri dice: «A noi non hanno consegnato i mastelli e non siamo stati inseriti nel circuito del porta a porta. Tutti i giorni veniamo a Borgo di Magrignano a buttare la spazzatura, se ora tolgono i cassonetti anche qui, noi dove andiamo a gettare l’immondizia?». Daniela Borghini conferma: «Anch’io sto in via dell’Uliveta, paghiamo la Tari come tutti e da noi non viene nessuno. Siamo alla costante ricerca di bidoni dei rifiuti. Fino ad ora, sono venuta a Magrignano, devono dirmi da qui a tre settimane dove dovrò andare». E Rossana Giorgi aggiunge: «O ci portano contenitori anche nella nostra zona, o per noi diventa un incubo. Ho chiesto che vengano a fare un sopralluogo, verifichino al situazione e non ci facciano sentire cittadini di serie B». Che cosa è successo? A quanto dicono i residenti di via dell’Uliveta, Aamps si è dimenticata la loro strada. E ora numerose famiglie non sanno dove buttare la spazzatura...

La signora Enrica Calafati ha la figlia che abita in via Romiti 211. «Sono venuta qui per informarmi meglio. Abbiamo già messo fuori i bidoncini ma non abbiamo ancora visto nessuno a svuotarli. Volevo essere sicura che non avessimo sbagliato giorno. Mi hanno rassicurata. Intanto, davanti al portone, si sono presentati molti gabbiani come clienti indesiderati». In via Natali Andreina Milanese è a passeggio col cane: «Sono originaria di Torino, dove da tempo si fa la differenziata. E’ una bella cosa ce si scontra con gli interessi personali della gente che forse apprezza lo spirito, ma poi il bidoncino lo vuole sempre sotto la finestra degli altri. A qualcuno deve toccare... Finalmente si parte anche qui». Alessandro Marconi, altro residente di via Natali, spiega: «Sono favorevole in senso assoluto. Se le operazioni venissero svolte con ordine, potremo dire di andare verso un miglioramento. La differenziata poi, è un fatto di civiltà e non posso che essere d’accordo. La speranza, è che Aamps riesca a lavorare secondo ciò che promesso».

Giannino Bonfrisco abita in via Roiti ed arriva alla tenda di Aamps un po’ arrabbiato. «Sono venuto, giusto per capire il modus operandi. Hanno portato i bidoni, ma dicono che non passano con i furgoni perché la via risulta privata. Ma se pago le tasse, compreso quella della spazzatura, come stanno le cose? Qui, mi sembra che ci sia troppa gente che ha potere decisionale ma alla fine non si prende responsabilità». Filadelfo Scammacca, è un altro residente che arriva e chiede spiegazioni: «Vediamo che sviluppi ci saranno, vediamo se il servizio sarà adeguato alle esigenze della gente. Ho letto una mail del nostro amministratore ma c’è bisogno di capire meglio. Intanto dico che per l’umido ci hanno fornito per un intero condominio un solo contenitore, mentre quello accanto ne ha avuto in dotazione quattro. In virtù di quale riscontro, chiedo io? Penso già, a quando verrà il caldo i disagi che avremo. Meglio venire subito e segnalare la cosa…».

La replica di Aamps.

In merito alle lamentele sul servizio Porta a porta nel Borgo di Magrignano da parte di alcuni residenti, Aamps precisa che dal 1 aprile 2019 la raccolta differenziata è stata estesa a tutta la zona, coprendo quindi quelle vie che non erano coinvolte dal PAP nella prima fase di avvio a novembre 2017, vale a dire: via C. Filippelli, via F. Mazzaccherini, via G. Romiti, via G. Lomi, via R. Natali, via R. Renucci. In tutte le altre vie del borgo, il PAP era già stato avviato in momenti diversi. 
  
Alla luce di ciò, Aamps specifica che, a differenza di quanto viene lamentato da alcuni residenti, l’azienda non si è dimenticata di alcuna via. Il servizio attuale copre tutte le vie che secondo le ordinanze comunali rientrano nel lotto in questione. Più nel dettaglio, la via dell’Uliveta, per le sue caratteristiche urbanistiche, era stata divisa in due parti al fine di garantire un servizio ottimale di gestione dei rifiuti: la prima, coperta dal PAP nel 2014 in quanto parte del lotto “Padula, Porta a terra” (come da ordinanza comunale n° 49538 26/5/14 e seguenti), e una seconda rientrante in quelle vie in cui il PAP è partito a novembre 2017. Non si tratta quindi di una dimenticanza di Aamps, bensì di una via a cui era già stata data la precedenza per quello che riguarda l’avvio del PAP. 
  
Come in tutte le fasi di avvio del nuovo servizio, Aamps ribadisce la propria disponibilità a incontrare i residenti di Magrignano al fine di valutare la fattibilità di eventuali correttivi alle modalità di raccolta, compatibilmente con quelle già estese al resto della città e alle esigenze operative dell’azienda.

 

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