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Senologia cresce: nuovo mammografo e si aspetta quello col tavolo per biopsie

Giulio Corsi
Senologia cresce: nuovo mammografo e si aspetta quello col tavolo per biopsie

La struttura guidata da Andrea Bardelli si è dotata di un apparecchio con tomografo integrato «Ogni anno qui passano 15mila donne, ma la partenza di Donato Casella è una perdita immensa»

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«Il nuovo mammografo rappresenta un passo avanti importante, grazie alla presenza integrata del tomografo 3D, cioè di quella tecnologia radiologica innovativa che permette allo specialista di scomporre l’immagine mammografica tradizionale bidimensionale in singole immagini a strati e con rappresentazione tridimensionale del seno intero, con lo scopo di ridurre la sovrapposizione dei tessuti mammari che a volte può mascherare noduli, micro-calcificazioni o distorsioni ghiandolari sospette, non sempre rilevabili con la tecnica standard, riducendo di conseguenza le false diagnosi sia positive sia negative. Ma presto auspichiamo di poter fare un salto di qualità ancora più importante con l’arrivo del mammografo con tavolo per biopsia, per il quale è stata aperta una procedura di gara». Le parole di Andrea Bardelli, radiologo, storico responsabile della diagnostica senologica del nostro ospedale, raccontano come la Breast Unit continui a crescere, non solo nella parte chirurgica – creata a partire dal 2017 dal direttore Donato Casella -, ma anche in quella diagnostica.

Dalla struttura di Bardelli passano ogni anno quasi 15mila donne. Quelle che rientrano nel programma di screening per il tumore della mammella, vale a dire oltre 9000 signore tra i 50 e 70 (fascia che adesso è stata ampliata alle 45enni) e altre 4000 donne che arrivano dal Cup, dunque che devono sottoporsi a mammografia o ecografia richieste dei propri medici, o attraverso i percorsi dell’urgenza.

Bardelli parla in un momento particolare per la Senologia livornese: a breve, probabilmente a inizio estate - come anticipato dal Tirreno - Donato Casella lascerà gli Spedali Riuniti per diventare primario alle Scotte di Siena, dove ha vinto il concorso per la direzione della Chirurgia Oncologica della Mammella. «La partenza di Donato rappresenta una perdita immensa per la nostra Breast Unit - commenta Bardelli -. Con il suo arrivo, due anni e mezzo fa, si è creata una struttura che non esisteva e Livorno si è affermata come centro di riferimento chirurgico in Toscana al punto che il flusso delle pazienti che si era registrato fino a quel momento verso Pisa è terminato. Donato è un chirurgo completo, nel suo eccellere sia nella parte oncologica che ricostruttiva. Credo che sia destinato ad affermarsi in brevissimo tempo come il miglior chirurgo italiano della mammella».

Se la parte chirurgica dovrà continuare a camminare sulle proprie gambe anche senza Casella (e l’espletamento del concorso per primario in tempi non biblici come sta accadendo per Ginecologia rappresenterà un elemento decisivo), la parte diagnostica della Breast Unit lo fa da sempre e tra non moltissimo tempo dovrà fare a meno dello stesso Bardelli che a fine 2020 andrà in pensione.

«Ma siamo una squadra ormai consolidata ed esperta e le mie colleghe Arianna Marinari e Paola Pannocchia mi sostituiscono a tutto tondo in risonanze, ecografie, mammografie, biopsie», commenta Bardelli.

Se le donne che passano dalla diagnostica senologica di viale Alfieri ogni anno sono circa 15mila, gli esami che passano sotto gli occhi di Bardelli e della sua equipe sono quasi il doppio, perché - come noto - le mammografie di screening vengono visionate in doppia lettura da due medici diversi. «In questo senso l’adozione della telelettura è stata fondamentale, perché permette a noi di supportare i colleghi di Massa e Pontedera ad esempio ed essere a nostra volta aiutati in caso di bisogno». E il nuovo mammografo consente questa attività: “Amulet Innovality” - questo il nome - ha sostituito il mammografo di vecchia generazione affiancandone uno più moderno, e si è integrato direttamente con il cosiddetto Ris-Pacs, ossia il sistema centralizzato che mette in rete le radiologie consentendo la refertazione su monitor ad elevata definizione, l’archiviazione e la consultazione anche a distanza delle immagini mammografiche e degli esami precedenti.

«Il nuovo mammografo permette di ottenere immagini di rilevante qualità diagnostica ed una migliore visualizzazione dei tessuti della mammella e consente al medico radiologo di individuare e localizzare alterazioni anche di piccole dimensioni decisive ai fini di una diagnosi precoce del tumore al seno o di altre patologie rilevanti», sottolinea Bardelli.

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