Il Tirreno

Livorno

«Non vi scorderemo» La marcia dei 500 per Lorenzo, Nunzio e tutti i morti sul lavoro

Gianni Tacchi
«Non vi scorderemo» La marcia dei 500 per Lorenzo, Nunzio e tutti i morti sul lavoro

A un anno dalla tragedia alla Depositi Costieri Neri la manifestazione  organizzata tra la Vela e la Terrazza dagli amici delle vittime  

3 MINUTI DI LETTURA





il racconto

Gianni Tacchi

Gli amici di Lorenzo hanno una maglietta con il suo volto stampato dalla parte del cuore, dove il ricordo batte ancora e non andrà mai via. Quelli di Nunzio, arrivati anche dalla sua Napoli, ne indossano un’altra con la scritta «Sarai ovunque noi guarderemo».

In mano le fiaccole per ricordarli, sul volto ancora i segni della tragedia di un anno fa all’interno della Depositi Costieri Neri. Sono in 500 sul lungomare, all’altezza dei giardini del bar La Vela, per la marcia in memoria di Lorenzo Mazzoni e Nunzio Viola, i due operai della Labromare scomparsi un anno. Parenti, amici, istituzioni, cittadini che non potevano mancare e che hanno dimostrato vicinanza alle due famiglie. Tutti insieme in direzione Terrazza Mascagni, con il dolore ancora nel cuore e la voglia di urlare al mondo “basta morti bianche”, come si legge anche nello striscione in testa al corteo. Una fiaccolata organizzata dai familiari e dagli amici delle due vittime, una fiaccolata lanciata per ribadire che «bisogna lavorare per vivere, non per morire».

Il corteo

Le luci attraversano il lungomare e colpiscono l’anima, perché quella tragedia è ancora negli occhi di tutti. Sono fiaccole di denuncia, di rabbia, di dolore. Lorenzo aveva solo 25 anni, Nunzio 52. Ma la fiaccolata vuole ricordare tutti quelli che hanno perso la vita lavorando, quelli che una mattina sono usciti di casa per timbrare un cartellino e che non sono più rientrati. Lo spiega bene un ragazzo che prende il megafono e parla a nome degli amici e dei familiari delle due vittime, dicendo che «non si può morire così» e che «purtroppo il progresso tecnologico non è sufficiente per evitare queste tragedie».

«Siamo qui per commemorare Lorenzo e Nunzio, ma anche per alzare la voce e sensibilizzare tutti sulle morti bianche», aggiunge a testimonianza dello spirito dell’iniziativa, prima di consegnare – insieme ad altri ragazzi – le fiaccole.

LACRIME E DENUNCIA

Il corteo si sposta poi verso la Terrazza Mascagni, mentre qualcuno si aggiunge poco dopo. C’è il minuto di silenzio, i palloncini vengono liberati in cielo, le lacrime tagliano ancora volti e cuori. E il pensiero torna a quel maledetto 28 marzo di un anno fa, a quell’esplosione della cisterna proprio mentre le operazioni di bonifica erano quasi terminate. «A distanza di un anno qualcosa è stato fatto per migliorare la sicurezza in porto, ma di certo non doveva servire la morte di Mazzoni e Viola per ricordare a tutti che proprio la sicurezza è la priorità», dice la vicesindaca Stella Sorgente, presente insieme a molti assessori. Ma ci sono anche il prefetto Gianfranco Tomao, il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci e altri tre candidati a sindaco di Livorno (Luca Salvetti, Barbara La Comba, Ina Dhimgjini, oltre alla stessa Sorgente). Solidarietà, commozione, dolore, lacrime. Poi le luci si spengono. Ma il ricordo di Lorenzo, il guerriero tatuato, e Nunzio, il nonno che aveva appena abbracciato la seconda nipotina, è ancora qui. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web