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In fiamme un deposito paura per alcune famiglie il rogo forse è doloso

S.C.
In fiamme un deposito paura per alcune famiglie il rogo forse è doloso

Marco Orsini, proprietario  dell’azienda di legname  che è stata distrutta: «Non può essere un incendio partito per autocombustione» 

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FAUGLIA. «Non può essere un incendio partito per autocombustione. Penso piuttosto che qualcuno possa avercela con noi, anche se non saprei dire chi, perché non mi pare di avere problemi». A parlare è Marco Orsini, proprietario del deposito di legname che, l’altra notte, è andato distrutto in seguito a un incendio, a Valtriano, nel comune di Fauglia.

Poco dopo le 3, 30 la tranquilla zona di campagna è stata illuminata dalle fiamme alte anche fino a dodici metri. Sul posto hanno operato quattro squadre di vigili del fuoco, provenienti da Livorno e vari distaccamenti, soprattutto per circoscrivere le fiamme e proteggere un’abitazione, quella dove vive Orsini con la sua famiglia e quella del padre, e un capannone che si trovano nelle vicinanze. L’incendio si è sviluppato in un deposito di stoccaggio del legname destinato alla lavorazione di pellet e concime. Il forte vento ha alimentato le fiamme che rapidamente si sono estese interessando tutta l’area di stoccaggio del materiale di circa 700 metri quadrati con cataste alte fino a dieci metri. Fino a ieri pomeriggio i vigili del fuoco, che non escludono l’azione dolosa, hanno lavorato per mettere in sicurezza i luoghi e per la bonifica. Le cause del maxi rogo, segnalato da una pattuglia della polizia stradale che era impegnata nei servizi lungo la superstrada. I carabinieri, intervenuti su richiesta dei vigili del fuoco, non escludono alcuna ipotesi e aspettano la relazione dei vigili del fuoco per avere un’idea più precisa di quello che può essere successo. Nell’area non sono stati trovati inneschi. «Ma il materiale che è andato distrutto – spiega Orsini – non si incendia per autocombustione, ci vorrebbero almeno 270 gradi...». L’azienda di Valtriano tratta scarti di potature provenienti dai vivai della zona di Pistoia che vengono poi destinati alla produzione del terriccio biologico e di cippato per bioenergia. «Non è la prima volta che ci prendono di mira – spiega l’imprenditore – era già successo il 21 e il 29 luglio del 2017 e ora questo nuovo episodio». I danni sono importanti, almeno 80mila euro. «Siamo stati svegliati – racconta ancora – dai vigili del fuoco e dalla polizia stradale, ci hanno fatto lasciare la nostra casa che è stata evacuata per precauzione». —

S.C.

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