Il Tirreno

Livorno

E in principio fu “Ugo” che scaldò di risate il Tirreno in una estate anni Ottanta

Cristiana Grassso
E in principio fu “Ugo” che scaldò di risate il Tirreno in una estate anni Ottanta

Un inserto di 4 pagine ricco di vignette e battute, uscito sul nostro giornale per 3 mesi, fu tra i primi exploit satirici pubblici del Sodalizio 

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curiosità

Erano anni di fini (del comunismo per esempio) e di inizi (della Milano da bere per esempio) , anni tra Il Male e Cuore, satiricamente parlando.È in questo periodo, esattamente nell’estate 1988, che nasce Ugo. “Ugo” è un inserto satirico di gusto labronico che Il Tirreno pubblica per un’estate intera, 4 pagine a settimana che i lettori si gustavano, vignetta dopo vignetta, battuta dopo battuta, sotto gli ombrelloni accanto alla ghiacciaina. A realizzare “Ugo” per Il Tirreno è questo gruppo di umoristi colti e irriverenti che solo qualche anno dopo si solidarizzeranno, ossia si costituiranno come “Sodalizio Mvschiato” (e quella V ormai lo sanno tutti che è una U strascicata). Prima di “Ugo” i sodali si erano cimentati con un altro giornale, “Aio’ il maremotoooo”: vignette, proclami e articoli scritti a mano. “Aiò” piacque a Il Tirreno che propose al Fremura , ai Sardelli (Marc e Federico Maria) e al Sergio Caprina-Capras di collaborare alla realizzazione di un inserto umoristico. I 4 non persero tempo e l’inserto divenne realtà. Si chiamava “Ugo”e ogni settimana dell’estate 1988 diventò un rito per i lettori del nostro giornale, con quella una quartina Historiata a mano, alla maniera degli amanuensi veri. Uscito il primo numero Ettore Borzacchini bussò alla porta della redazione di Ugo, «chiedendo sommessamente di essere incluso nella redazione,c osa che avvenne - racconta il Sodalizio - tra reciproci inginocchiamenti e genuflessioni, nonostante il questuante, al secolo Giorgio Marchetti, autore del ricercatissimo dizionario ragionato di lingua volgare fosse lucchese». Il gruppo si incontrava nel bellissimo giardino della casa ottocentesca del Fremura, in riunioni semiserie dove tra il serio e il faceto, venivano scelti i temi sui quali lavorare. Fu appena finito il primo quartino che i quattro si chiesero come chiamare l’inserto satirico. La decisione, presa all’unanimità fu di chiamarlo “Ugo” che era il pastore maremmano di Fremura. E “Ugo” fu, un nome e un inserto cult che hanno lasciato il segno. Segno di satira intelligente ma pop, ventata di aria fresca ma anche caldissima in quell’estate dell’88. —

Cristiana Grassso

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