Il Tirreno

Livorno

Corruzione, condannati Stefanini e Fiaschi

Federico Lazzotti
Corruzione, condannati Stefanini e Fiaschi

Livorno, Sei anni all’ex coordinatore della Protezione civile, quattro anni e otto mesi all’imprenditore titolare di Tecnospurghi  

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LIVORNO. Basterebbe guardare le espressioni dei protagonisti all’uscita del tribunale per capire l’esito del processo a porte chiuse – gli imputati hanno scelto il rito abbreviato – sulla corruzione in Comune: soldi, cene, vacanze e regali al coordinatore della Protezione civile da parte dell’imprenditore per pilotare la gara d’appalto sull’affidamento degli interventi nelle fasi ordinarie e di emergenza per il 2018.

Il primo a lasciare l’aula al termine della lettura della sentenza è il procuratore capo Ettore Squillace Greco, titolare dell’indagine iniziata dopo la denuncia del sindaco Filippo Nogarin: non parla il magistrato, ma l’espressione è quella di chi ha appena vinto una partita importante. Poche parole ai cronisti le rivolge l’avvocata di Emanuele Fiaschi, titolare di Tecnospurghi, Anna Francini: «Quattro anni e otto mesi», spiega mentre si allontana con il suo assistito senza dire altro. Qualcosa in più lo aggiungono Ugo Boirivant e Nicoletta Ricci, legali dell’ex coordinatore della Protezione Civile Riccardo Stefanini, licenziato dal Comune alla fine dello scorso anno e condannato ieri a sei anni di reclusione dopo i quattro che gli sono stati inflitti nell’ottobre scorso perché si portava a casa generi alimentari e casse d’acqua destinati all’emergenza oltre a fare benzina per sé con i soldi dell’amministrazione.

«Si tratta di una pena particolarmente severa – spiegano – attendiamo di leggere la sentenza per poi presentare appello». A dire il vero rispetto alle richieste del pubblico ministero (8 anni per Stefanini e 6 per Fiaschi) la condanna è stata più bassa e di molto. I due imputati, arrestati nell’agosto scorso, sono stati riconosciuti colpevoli di tutti i reati (veniva contestatata anche la truffa e la turbativa d’asta), fatta eccezione per il peculato del computer della Protezione civile da parte di Stefanini. Inoltre il giudice ha disposto un risarcimento danni di 20mila euro per l’ex dipendente pubblico e 10mila per Fischi nei confronti del Comune che si era costituito parte civile.

Tra i regali che Fiaschi ha fatto a Stefanini tra il 2017 e l’anno successivo ci sono soldi, 5mila euro consegnati il 6 marzo 2017, ma anche un telo in pvc per terrazzo del valore di 380 euro più Iva. Inoltre nell’agosto 2017 l’imprenditore avrebbe messo a disposizione del figlio di Stefanini la sua casa a Marciana Marina per trascorrere una vacanza con la fidanzata. Ma anche cene (otto al Deserto, una ai Bagni Lido e un’altra al Graduca) che sempre Fiaschi ha pagato a Stefanini. Infine – come era emerso nelle intercettazioni all’indomani dell’arresto dei due – nel dicembre 2017 il titolare della Tecnospurghi ha donato a Stefanini un pacco natalizio «notevolmente più consistente rispetto a quello donato agli altri dipendenti della protezione civile», tanto da essere ribattezzato come “il patto del pandoro”.


 

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